Pronto Soccorso di Savigliano. “Gli spazi sono il nostro punto debole”

Intervista a Giorgio Nova, direttore della Medicina e Chirurgia d’urgenza del Ss. Annunziata. “Oltre i 4 mila accessi al mese abbiamo problemi di smaltimento in uscita. Ma c’è un progetto di raddoppio della superficie”

Sono sempre più frequenti le lettere di protesta di cittadini che si rivolgono ai giornali per raccontare la loro personale odissea all’interno di strutture di Pronto Soccorso, con particolare riferimento ai tempi di attesa (a volte esasperanti) che intercorrono dal momento delle prime cure a quello del ricovero o delle successive dimissioni. È una lamentela diffusa, che riguarda la maggior parte degli Ospedali sede di Dea e che interessa anche il Pronto Soccorso di Savigliano, come conferma (ma è soltanto l’ultimo caso in ordine di tempo) la testimonianza di una nostra lettrice sullo scorso numero de “La Fedeltà”.

Sul banco degli imputati c’è l’intasamento dei Pronto Soccorso, che a Savigliano - più di altrove - si scontra anche con gli spazi ridotti della struttura: una criticità che lo stesso direttore generale dell’Asl Cn1 Francesco Magni ha riconosciuto come tale prefiggendosi di raddoppiarne le dimensioni con il nuovo Piano direttorio presentato alla Regione. In attesa di quel momento abbiamo incontrato Giorgio Maria Nova, da dieci anni direttore della struttura complessa di Medicina e Chirurgia d’urgenza del Ss. Annunziata. Obiettivo: conoscere il punto di vista di chi vive dall’interno i punti di forza e di debolezza del Pronto Soccorso, “consapevole - come ci dichiara - che chi ha male, e viene in Pronto Soccorso, ha sempre più ragione di me. Ma che anche la struttura, che io rappresento, ha le sue ragioni ed è mio dovere cercare di spiegarle”. 

Intervista su "La Fedeltà" di mercoledì 1° febbraio