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Preghiamo e digiuniamo per i missionari martiri

La Giornata cade venerdì 24 marzo, giorno in cui venne ucciso mons. Oscar  A. Romero vescovo di San Salvador

“Non abbiate paura” è lo slogan scelto dalla Fondazione Missio (organismo pastorale dei vescovi italiani) per la 25ª Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei missionari martiri, in  calendario venerdì 24 marzo. Una data significativa scelta per ricordare un fatto tragico: il 24 marzo 1980, mentre celebrava l’Eucarestia, venne ucciso mons. Oscar  A. Romero vescovo di San Salvador, nel piccolo Stato centroamericano di El  Salvador.

La celebrazione annuale di una Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei missionari martiri prende ispirazione da quell’evento sia per fare memoria di quanti lungo i secoli hanno immolato la propria vita proclamando il primato di Cristo e annunciando il Vangelo fino alle estreme conseguenze, sia per ricordare il valore supremo della vita che è dono per tutti. Fare memoria dei martiri è acquisire una capacità interiore di interpretare la storia oltre la semplice conoscenza.

Quest’anno non ci sarà una celebrazione diocesana. Il Centro missionario invita le comunità a celebrare la giornata nelle proprie parrocchie, tra venerdì 24 e sabato 25, attraverso momenti di preghiera (ed eventuali altre forme) che continuino a mantenere aperta una finestra sul mondo. Un mondo dove il martirio non è scomparso: nel 2016 sono stati uccisi 28 operatori pastorali, che hanno donato la loro vita per far sì che la luce dell’amore vinca l’odio e inauguri un mondo nuovo, contro ogni paura. “Dovendo immaginare la vita di un martire nei momenti prima del proprio martirio - si legge nella riflessione che Missio offre -, ci piace credere che questa frase sia quella che si sentono più spesso dire da Gesù che li accompagna fino all’estremo della loro testimonianza.  ‘Non abbiate paura’ di affrontare ingiustizie a causa del Vangelo; di essere perseguitati perché scegliete di stare dalla parte dei poveri; di essere umiliati, oltraggiati, calpestati, perché perseguite con tenacia la via del Signore; non abbiate paura perché per voi è già grande la ricompensa, non dovrete aspettare chissà quanto tempo. Non abbiate paura anche perché essa, molto spesso, diventa proiettiva, capace di mostrarci ciò che non esiste, nemici che non ci sono, difficoltà inesistenti. Quando domina la paura, l’incontro con l’altro diventa spaventoso, violento. Ma l’umanità non è così corrotta, c’è ancora margine di speranza per ripartire e fare cose nuove. Papa Francesco ci rammenta quanto sia fondamentale non lasciarci rubare la speranza!”.

Legato alla giornata del 24 marzo è il progetto di solidarietà, quest’anno dedicato alle Chiese sorelle della Siria. Rispondendo alla richiesta di mons. Boutros Marayati, arcivescovo di Aleppo, e dei cristiani che egli guida, si destineranno i fondi raccolti alla ricostruzione della Cattedrale e della scuola diocesana Al Imane, devastate dai bombardamenti.