12.04.2017

“La persona dalla mente poco impegnata teme sempre il cambiamento” (Martin Luther King, pastore protestante, 1929-1968)

Spesso sento dire: “Bisogna tenersi aggrappati alle certezze, perché i cambiamenti rischiano di generare incertezza”. Chi la pensa così è convinto che i cambiamenti siano portatori di negatività. E, soprattutto, è convinto che si possa vivere senza cambiare mai. In realtà ogni giorno cambiamo: eravamo bambini, poi giovani, poi adulti. Un giorno siamo in salute e un giorno siamo malati. Nel tempo costruiamo nuove amicizie, perdiamo amici, impariamo nuove attività, conosciamo nuovi posti. Non c’è giorno senza qualche piccolo o grande cambiamento. Sarebbe ridicolo credere di rimanere identici negli anni. Sarebbe come pretendere di rimanere asciutti sotto la pioggia. Nel tempo nessuno può permettersi di restare fermo. Siamo nati per camminare. È curioso il fatto che la stessa lingua metta l’idea di “movimento” in molte parole che descrivono l’animo umano. Pensate alle parole “motivo, motivazione, movente”; contengono la parola “moto” (latino motum, da movere).  Così le parole “moti dell’animo, e-mozione, com-mozione, ri-mozione” e le parole “at-trazione, re-pulsione, trasporto affettivo”: tutte parole che contengono l’idea di movimento, spinta, cammino. Così ancora le parole “at-tendere, at-tenzione, in-tendere”. La lingua descrive l’animo umano in tensione, spinto da qualcosa che lo muove (motivazione). Pertanto non dobbiamo temere i cambiamenti, ma gestirli. Ricordando le parole di Papa Francesco: “Più che la paura di sbagliare spero che ci muova la paura di rinchiuderci nelle strutture che ci danno una falsa protezione, nelle norme che ci trasformano in giudici implacabili, nelle abitudini in cui ci sentiamo tranquilli” (E.G. 49).  Tutti noi, quando dobbiamo gestire qualcosa, ci industriamo per migliorarla. Se cucini una torta, di volta in volta desideri farla meglio. Se gestisci un’officina spesso ti trovi a pensare, anche di notte, come migliorare il servizio, come gestire meglio i dipendenti, come ottimizzare i tempi. Se hai un figlio che sta crescendo ogni giorno ti chiedi come fare per educarlo al meglio, cosa cambiare, cosa dire, cosa non dire. Se hai una parrocchia  ti confronti quotidianamente con i collaboratori per migliorare gli eventi, i cammini, le relazioni. Chi ha responsabilità è serio soltanto se porta in cuore questa sana inquietudine: lavorare per migliorare. E, si sa, per migliorare occorre cambiare. Chi ha la mente poco impegnata spesso non è toccato da questa buona e  faticosa inquietudine. Sentiamo per intero la bella citazione di M.L. King: “La persona dalla mente poco impegnata teme sempre il cambiamento. Egli sente sicurezza nello status quo e ha paura quasi morbosa del nuovo. Per lui la sofferenza più grande è la sofferenza per una nuova idea”.
La mattina di Pasqua Maria di Magdala desiderava tenersi stretto il cadavere di Gesù. Era tutto quello che voleva. Ma Lui era andato pazzescamente oltre, era Risorto. Perché Dio è perenne novità, è creazione che ci precede. Per sempre. Buona Pasqua.