Tangenziale crollata, l’inchiesta della Procura

Il reato per cui si procede è disastro colposo nei confronti di ignoti. Il Comune si costituirà parte civile nel processo

È come fare l’autopsia su un corpo. Così sullo svincolo crollato della tangenziale lavorano tecnici per capirne le cause. Gli esperti, vista la modalità del disastro senza che siano collassati i pilastri di sostegno, ipotizzano il cedimento di uno dei cavi d’acciaio che tengono uniti i tre segmenti di cemento della campata.

Ma le ipotesi sono tutte aperte e dipendono in gran parte da ciò che rileverà il consulente tecnico Luca Giordano (professore di ingegneria strutturale, geotecnica ed edile del Politecnico di Torino) nominato dal sostituto procuratore Pier Attilio Stea, titolare dell’indagine. Il reato per cui si procede è disastro colposo nei confronti di ignoti. “Le analisi sono accurate ma anche a tutto campo - commenta - ma a così poco tempo dall’evento non possiamo avere risposte”

Intanto il Comune di Fossano ha deciso che si costituirà parte civile nel futuro processo penale che potrebbe essere aperto in seguito alle indagini. 

Altri enti hanno annunciato di assumere il ruolo di parte offesa nell’eventuale giudizio, come l’Anas che affidò i lavori di costruzione del viadotto alla società Itinera e ne ha mantenuto la gestione. 

Anas ha istituito anche una commissione d’inchiesta interna presieduta dal generale dei carabinieri Roberto Massi. Il procuratore capo, Francesca Nanni: “Si tratta di un fatto gravissimo e che poteva essere molto offensivo. Al momento indaghiamo contro ignoti. Ora occorre lasciare il dovuto tempo si consulenti”.

Su "La Fedeltà" di mercoledì 26 aprile ampi servizi sul crollo del viadotto della tangenziale