In Venezuela mancano cibo e farmaci, tanti bambini sono denutriti

Più della metà della popolazione si trova in condizioni estreme; il racconto da Caracas della direttrice di Caritas Venezuela, Janeth Marquez

Continuano in Venezuela le manifestazioni e la repressione da parte del governo di Nicolàs Maduro. È salito a 32 morti il bilancio delle vittime dall’inizio del mese ad oggi. Per lunedì prossimo l’opposizione ha convocato una nuova protesta di piazza nella capitale, per rendere omaggio alle vittime. Da Caracas Janeth Marquez, direttrice nazionale di Caritas Venezuela, ci descrive quanto sta accadendo.

La Caritas del Venezuela sta rispondendo all’emergenza umanitaria provocata dalla crisi economica e politica organizzando mense solidali in cui le persone condividono ciò che hanno, programmi sanitari e distribuzione di medicinali.

Quali sono le cifre dei bisogni umanitari?
Una gran parte della popolazione ha bisogno di aiuti. Gli indicatori parlano dell’80% di persone in povertà, di cui il 50% in condizioni estreme. Parliamo di persone che non hanno entrate sufficienti alla sopravvivenza, cioè per l’acquisto di cibo e farmaci. Anche la classe media fatica a trovare medicinali per curare alcune patologie come il diabete o l’ipertensione, di conseguenza la qualità di vita è peggiorata, aumentano le malattie. Per la Chiesa e le organizzazioni della società civile sta diventando tutto più complicato perché ogni giorno bussano alle nostre porte per chiedere aiuto ed è difficile scegliere a chi destinare gli aiuti, sono talmente tante le necessità.

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