In arrivo la tassa sul rumore degli aerei

Anche allo scalo di Levaldigi, ma "per ora nessuna comunicazione ufficiale" - A pagare saranno le compagnie

Anche le compagnie aeree che utilizzano lo scalo “Alpi del mare” di Levaldigi dovranno pagare, dall’inizio del prossimo anno, la tassa regionale sulle “emissioni sonore degli aeromobili”, cioè sul rumore prodotto dagli aerei. L’imposta è fissata in 50 centesimi per ogni tonnellata del veicolo.

La tassa - prevista in una legge nazionale del 2000 e già introdotta in altre regioni - è stata approvata anche dal Consiglio piemontese lo scorso mese, a partire da un emendamento proposto dal consigliere del Movimento 5 stelle Davide Bono: si è espressa a favore la maggioranza guidata da Sergio Chiamparino, mentre il Centrodestra si è opposto.  “Dal 2000, con la legge numero 342, è prevista la possibilità di istituire questa imposta sulle emissioni sonore degli aerei calcolata in base al rumore prodotto dai velivoli civili al momento di decollo ed atterraggio - ricordano in una nota dal Movimento 5 stelle -: il pagamento viene effettuato dalle compagnie aeree in base al tonnellaggio dei mezzi e l’efficienza sonora”.  Inizialmente si pensava a una tariffa di 2 euro per ogni tonnellata; l’importo è stato ridotto alla cifra attuale di 50 centesimi. Si prevede un gettito di circa un milione di euro. 

“Finora non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione ufficiale”, riferiscono dall’aeroporto “Alpi del mare”. 

“Come previsto dalla legge nazionale - continua la nota del Movimento 5 stelle -, i fondi incassati saranno raccolti dalla Regione e destinati ai Comuni aeroportuali, con l’impegno ad indirizzarli in via prioritaria ad interventi per il completamento dei sistemi di monitoraggio acustico, al disinquinamento acustico e all’eventuale indennizzo delle popolazioni residenti delle zone A e B aeroportuali”. Nel caso dello scalo di Levaldigi, i destinatari saranno i Comuni di Fossano e Savigliano, sui cui territori l’aeroporto insiste.