Prendi una matita e disegna le tue ali (della libertà)

    Progetto 4Liceo Scientifico Faravelli, Broni (PC)

    “Prendi una matita e disegna le tue ali” è il titolo che abbiamo scelto per la nostra presentazione, con la quale intendiamo mostrare la nostra personale analisi del tema del convegno di quest’anno, “Liberi di scrivere: il mestiere di redigere”.
    Abbiamo preparato una decina di slides che parlano rispettivamente  di Anna Frank, Osip Emil’evič Mandel’štam, Walter Tobagi, Ilaria Alpi, Giulio Regeni, Andrea Rocchelli e Kim Jong-un.
    Queste persone, vissute e viventi in epoche e regioni diverse del mondo, hanno tutte influito sulla libertà di espressione o si sono straordinariamente adattate quando quest’ultima mancava.
    Il nostro è, fondamentalmente, un excursus cronologico che racconta  qualcosa di tutti loro, che hanno incontrato, a vario titolo e per le ragioni più diverse, enormi difficoltà e gravi limitazioni nella loro libertà di espressione, e spesso della loro libertà di vivere. L’unica eccezione è rappresentata dal dittatore nord coreano che, in una epoca regina dei social, della comunicazione, della condivisione di (spesso) fin troppe cose, fa vivere la sua nazione in un anacronistico isolamento e in un delirante regime dittatoriale, il che dimostra quanto ancora sia necessario ancora oggi lottare per la libertà di espressione.
    Paradossalmente, però, proprio le limitazioni, subite o imposte, hanno fatto sì che cose apparentemente “normali” come scrivere, parlare di sé, dare voce alle proprie ansie, angosce e paure, siano diventate le forme più grandi e importanti di libertà, spesso ottenuta a caro prezzo, ma che ha comunque dimostrato che la lotta contro le oppressioni e le ingiustizie è più efficace e ( in certo qual modo) più pericolosa con le parole che non con le armi.