La fuga di Mastini, “Johnny lo zingaro”

Ergastolano in carcere a Fossano, poteva uscire per lavoro: da giorni ha fatto perdere le sue tracce

Era atteso a Cairo Montenotte nel Savonese dove stava svolgendo un periodo di “lavoro esterno”, ma è partito per un’altra direzione quando si trovava ancora a Fossano. L’ergastolano Giuseppe Mastini - 57 anni, curriculum criminale con omicidi e rapine - risulta evaso dalla sera dello scorso 30 giugno.

Stava scontando la pena nel carcere di Fossano, ma grazie all’articolo 21 dell’Ordinamento penitenziario poteva lasciare il Santa Caterina per raggiungere, a Cairo Montenotte,  la Scuola di formazione della Polizia penitenziaria dove faceva le pulizie. Nella mattinata del 30 giugno, però, al luogo di lavoro non è arrivato. Poteva tornare in carcere entro la sera ed evitare che scattasse il reato di evasione. Ma che Mastini - detto “Johnny lo zingaro” per le sue origini - si accontentasse di un giorno di vacanza non ci credeva nessuno, e infatti il detenuto sulla porta del Santa Caterina non è mai riapparso.

Ora le Forze dell’ordine gli danno la caccia. Johnny potrebbe aver cercato di raggiungere Roma, dove la sua famiglia di giostrai - originaria di Bergamo - si è trasferita; c’è chi pensa, invece, a una fuga verso la Francia o una fuga via mare. Si è parlato del possibile coinvolgimento di una donna, ma l’indiscrezione non troverebbe conferma.

Di certo c’è che Mastini, durante la fuga, è passato alla stazione di Genova Brgnole: una telecamera di videosorveglianza lo ha ripreso. Nel capoluogo ligure è arrivato con un taxi su cui è salito a Fossano: un lungo viaggio tranquillo, al termine del quale l’evaso ha pagato in contanti.

Altri detenuti viaggiavano quotidianamente con Johnny per raggiungere l’Istituto di Cairo Montenotte. Non avrebbero fornito informazioni utili sul suo allontanamento.

Sull’evasione di Mastini è intervenuto Leo Beneduci, segretario generale del sindacato di Polizia penitenziaria Osapp: “Certi fatti dimostrano il degrado a cui sono giunte le Istituzioni penitenziarie, soprattutto dove il buonismo fuori luogo applicato ad oltranza nei confronti dei detenuti, indipendentemente dalla pericolosità, arreca danno dapprima ai poliziotti penitenziari del tutto abbandonati a se stessi e poi agli inermi cittadini costretti a subire le conseguenze delle disfunzioni penitenziarie. Come sindacato, chiediamo l’istituzione di una commissione d’inchiesta parlamentare che faccia finalmente luce sulle disfunzioni e sugli sprechi dell’attuale politica penitenziaria nazionale, oltre che sui danni arrecati dagli attuali vertici dell’Amministrazione penitenziaria centrale”. 

Su “la Fedeltà” in edicola servizio completo con la biografia di Johnny, interviste a chi lo ha conosciuto e un approfondimento sull’articolo 21 dell’Ordinamento penitenziario. La foto di Johnny è di Davide Dutto.