Enrico Costa lascia il Governo e si riavvicina a Berlusconi

L’esecutivo Gentiloni perde l’unico ministro cuneese. Resiste Andrea Olivero nel ruolo di vice-ministro alle Politiche agricole 

Enrico Costa non è più ministro della Repubblica. Ha rassegnato le dimissioni la scorsa settimana lasciando anche Alternativa Popolare, il partito di Alfano (già Nuovo Centrodestra) che aveva abbracciato nei giorni della scissione con Berlusconi e con cui era diventato ministro (agli Affari regionali) con il Governo Renzi a gennaio 2016. 

Non è un fulmine a ciel sereno. Costa, infatti, aveva già manifestato, nel recente passato, ripetuti segnali di inquietudine rispetto alla linea del Governo: sul processo penale, sulla legittima difesa e, in ultimo, anche sullo ius soli. Nella lettera di dimissioni al premier Paolo Gentiloni ha parlato del suo incarico ministeriale come di "un’esperienza bellissima", svolta "sempre con il massimo impegno". "Ora - ha aggiunto - faccio un passo indietro, perché le convinzioni vengono prima delle posizioni".

Tornerà a lavorare per il Centrodestra, nella versione "inclusiva" cara all'ultima Silvio Berlusconi. Con le dimissioni di Costa si riduce anche la rappresentanza cuneese nell’Esecutivo, ora limitata alla sola presenza di Andrea Olivero nel ruolo di vice-ministro alle Politiche agricole. La delega agli Affari regionali è stata assunta ad interim da Paolo Gentiloni.

Articolo completo su "La Fedeltà" di mercoledì 26 luglio