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Giornata del dialogo cristiano-islamico, il ruolo delle donne

Appello del Comitato nazionale per la Giornata in programma venerdì 27 settembre

A fronte di molti stereotipi che puntano il dito esclusivamente sulle società “altre” per evidenziarne limiti e mancanze, il documento ricorda che sarebbe opportuno guardarsi in casa prima di scagliare accuse unilaterali: la cosiddetta società occidentale è infatti intrisa di violenza contro le donne, come dimostrano i femminicidi e i ripetuti casi di violenza in famiglia, in netto aumento. Persino papa Francesco ha chiesto perdono per i tanti, troppi cattolici che commettono violenza contro le donne. Il tema della valorizzazione del ruolo delle donne nel dialogo interreligioso tout court - scelto per questa edizione della Giornata del dialogo - sembra perciò essere assolutamente appropriato.

"Le stragi compiute in questi ultimi anni in diverse città europee, hanno incrementato la paura e la diffidenza nei confronti dei musulmani, in gran parte di origine straniera. Sommando l'islam all'immigrazione, i partiti e i movimenti ultranazionalisti e xenofobi sono riusciti ad incrementare il proprio consenso popolare, focalizzando la loro propaganda politica sulla presunta minaccia che incomberebbe sull'identità culturale e religiosa dell’Europa, rappresentata come "bianca" e "giudaico-cristiana". La realtà è che il vecchio continente oggi ha un tessuto sociale irreversibilmente multietnico, multiculturale e multireligioso, come dimostra chiaramente la presenza di cittadini europei di origine straniera all’interno delle istituzioni statali di molti stati europei e a tutti i livelli dei vari organismi istituzionali, dal livello comunale ai parlamenti nazionali e allo stesso parlamento europeo. Questa presenza costruttiva nella vita politica e istituzionale in molti Paesi europei, compresa l’Italia, è destinata a crescere e a fungere sempre di più da ponte di dialogo sociale.

Ciononostante, il problema del terrorismo, che è parte integrante della guerra in corso dall’11 settembre 2001, della sicurezza e la crisi socio-economica, che toccano oggi molti Paesi europei, stanno rendendo molto difficile il dialogo. Di fronte al razzismo e alla discriminazione cresce il sentimento di paura e di insicurezza in seno alle minoranze culturali e religiose. Questa dicotomia favorisce la tendenza alla ghettizzazione, che a sua volta diviene terreno fertile per forme di devianze sociali, tra le quali la radicalizzazione religiosa. In tal senso la minoranza musulmana - la prima minoranza in termini numerici in Italia e in molti Paesi europei - rischia l'auto-isolamento con tutto quello che ciò comporta. Per contrastare questo pericolo occorre tenere vivo e soprattutto proattivo il canale di dialogo con i musulmani.

Nel quadro del clima sociale che si respira oggi in Italia, la Giornata Ecumenica del Dialogo Cristiano-Islamico, nata nel 2001, è più che mai indispensabile. A 16 anni dalla sua costituzione, la Giornata oggi è di fronte a una grande sfida culturale e sociale: quella di potenziare il dialogo rendendolo proattivo. E, affinché ciò possa avvenire, occorre un maggiore sforzo di tutti coloro che in tutti questi anni hanno creduto e sostenuto questa esperienza di grande interesse, dalle istituzioni religiose, alle realtà laiche, a quelle dei giovani e delle donne.

Il contributo delle donne è fondamentale, ma non è abbastanza interpellato e incoraggiato. In tal senso la Giornata di quest'anno - venerdì 27 ottobre 2017 - sarà dedicata al ruolo delle donne nel dialogo interculturale e interreligioso. Chiediamo a tutte le comunità cristiane e musulmane uno sforzo comune per la pace e la salvezza dell'umanità".

 

[Appello a cura del Comitato promotore nazionale della giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamico]