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30 migranti in arrivo a Fossano, ma mancano gli alloggi

Attesi a Fossano con il progetto Sprar che si propone di promuovere un’accoglienza diffusa per evitare l’«effetto caserma». Ma le cooperative candidate alla gestione faticano a trovare piccoli appartamenti

Scadrà il 19 gennaio il bando della Prefettura per l’accoglienza dei migranti con il progetto Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) di cui è capofila il Comune di Cuneo e a cui aderisce anche Fossano. Sono 265 in tutto, suddivisi tra più Comuni. A Fossano ne sono attesi 30, che si andranno ad aggiungere alle 6 donne già accolte in via Matteotti, ai 29 ragazzi ospitati nella palazzina ex Enel di via Salmour e agli altri 4 accolti con il progetto della Comunità di Sant’Egidio che coinvolge la Caritas e privati cittadini.

L’adesione del Comune al progetto Sprar risponde a una duplice finalità: da un lato escludere la città di Fossano dai nuovi bandi per l’ospitalità nei Cas (Centri di accoglienza straordinaria), come quello di via Salmour; dall’altro lavorare sulla cosiddetta “seconda accoglienza”, ovvero con i migranti che da più tempo vivono in Italia, che hanno già ottenuto il diritto di asilo o un’altra forma di protezione e che sono disponibili ad un percorso di integrazione. 

Tra i punti di forza del progetto Sprar c’è anche quello dell’accoglienza diffusa, ovvero della distribuzione dei rifugiati in più appartamenti di piccole dimensioni (massimo 4 o 5 persone) per evitare l’«effetto caserma» tipico dei Cas. Ma la cooperativa Orso - che già si occupa delle sei donne ammesse allo Sprar a Fossano in via Matteotti e che è intenzionata a partecipare al bando - denuncia la difficoltà a individuare proprietari disposti a concedere appartamenti in affitto. 

Articolo completo su "La Fedeltà" di mercoledì 30 gennaio