Al via la stagione di pesca

Apertura il 25 febbraio, con l’eccezione di laghi e bacini sopra i 1000 metri

Domenica 25 febbraio apre la stagione di pesca in tutte le acque della Granda, ad eccezione dei laghi e bacini montani al di sopra dei 1000 metri, dove l’apertura avverrà la prima domenica di giugno.

Principale novità è l’istituzione di tre nuove zone di pesca “no-kill”, dove la pesca viene effettuata esclusivamente con il metodo “a mosca” e prevede il rilascio immediato del pesce catturato. La prima, in acque libere, lungo il torrente Maira nei comuni di Prazzo, Marmora e Stroppo dal ponte della statale 22 vicino alla pista di fondo fino a 100 metri a valle della confluenza del rio di Elva nel Maira stesso. Le altre due zone sono in acque soggette a diritti demaniali direttamente gestiti dalla Provincia e dedicate prevalentemente alla pesca alla carpa, lungo il fiume Tanaro a Niella Tanaro e  a Narzole (qui si può praticare il carpfishing, una specifica tecnica di pesca sportiva per la cattura della carpa e di altri grossi ciprinidi che lascia completamente libero l’amo, senza procurare particolari danni e dolori alla carpa).

L’elenco dei divieti di pesca vigenti sul territorio provinciale valido sino al 23 febbraio 2019 è stato ulteriormente integrato con l’istituzione, nel comune di Garessio, di sette divieti di pesca su altrettanti affluenti del fiume Tanaro, dopo i danni alla fauna ittica causati dall’alluvione del novembre 2016. Nulla cambia invece per quanto riguarda le tasse poiché il costo della licenza di pesca, tassa e soprattassa, non ha subito aumenti. Invariate infine anche le quote di accesso ai Diritti demaniali di pesca direttamente gestiti dalla Provincia.

Per pescare nelle acque interne del Piemonte bisogna essere muniti di licenza. Ce ne sono di tre tipi: la licenza di tipo A, per il pescatore che esercita la pesca quale attività professionale, è rilasciata dalla Provincia di residenza ed è soggetta al pagamento annuale delle tasse e soprattasse regionali; quelle di tipo B e D, per il pescatore dilettante, sono costituite esclusivamente dalla ricevuta di versamento delle tasse e soprattasse regionali. La licenza di pesca vale 365 giorni dalla data di versamento delle tasse e soprattasse e consente la pesca in tutte le acque interne italiane non sottoposte a diritti di pesca esclusivi. 

Sono esonerati dal pagamento delle tasse e soprattasse i cittadini italiani minori di anni 14 ed i soggetti di cui all’art. 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104 (Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate). Questi  soggetti possono esercitare la pesca in tutte le acque libere con un documento che attesti il diritto all’esenzione ed un documento di identità valido.

La legge regionale sulla pesca consente anche al pescatore occasionale di pescare con il permesso giornaliero (costo 5 euro). Il permesso è valido esclusivamente per un giorno nelle acque ricomprese nel territorio della provincia che lo rilascia. Per esercitare poi la pesca nelle acque in concessione (Dde Provincia, Fipsas, altre associazioni o privati), il pescatore dovrà versare un ulteriore importo al titolare del diritto di pesca.

Altre informazioni sulla classificazione delle acque provinciali, le zone di ripopolamento ittico, gli attrezzi di pesca consentiti, i bacini di pesca privati e i laghetti di pesca sportiva sono disponibili sul sito internet della Provincia di Cuneo.

Nella foto, gli Amici pescatori fossnaesi, gruppo della città degli Acaja