Niente caserma per la Levi

Problemi insuperabili. Gli alunni chiuderanno l’anno nelle tre sedi provvisorie. E per settembre il Comune riferisce di aver già individuato la soluzione. Ma non dice ancora quale

Niente scuola in caserma per i bambini della “Primo Levi”. L’ipotesi di riunificare le 15 classi nei locali in uso al Genio guastatori alpino è naufragata. La conferma arriva da una nota diramata mercoledì 28 febbraio dal Comune, che fa seguito alle “perplessità” (questo il termine riferito dal Comune) avanzate in una lettera la settimana precedente dal capo di Gabinetto del ministero della Difesa. 

Inutili, evidentemente, i tentativi di trovare una soluzione ai problemi di convivenza tra personale militare e civile che avevano ispirato la lettera del ministero. E così il Comune si è convinto a dare la notizia, togliendo per poche ore il cerino dalle mani del ministro della Difesa uscente Roberta Pinotti (candidata per il Piemonte 2), il cui tour elettorale faceva tappa a Fossano nella serata di mercoledì 28 febbraio: la peggior sede possibile per presentarsi con una novità così antipatica.

Il Comune parla di “attente valutazioni che hanno tenuto conto delle opinioni di tutti i soggetti coinvolti” e, in forza delle quali, “è stata superata l’opzione di trasferimento delle classi della «Primo Levi» presso la Caserma “Dalla Chiesa”.

Fuor di perifrasi, si tratta di una cattiva notizia, visto l’investimento di pensiero che il Comune stesso e le insegnanti della scuola avevano fatto sulla caserma presentandola come soluzione ottimale, comoda, spaziosa e - considerato il sì dei vertici locali del Genio guastatori - ormai “vicina a meta”, non proprio certa (mancando ancora il responso del ministero) ma quasi. E se non per le vacanze di Pasqua, disponibile almeno per settembre 2017. 

Ora invece bisogna adattarsi a un nuovo programma. “Fino al termine dell’anno scolastico - dice ancora il Comune - le lezioni si svolgeranno regolarmente nelle tre sedi individuate dopo la chiusura precauzionale dell’edificio di via Sacco: il Cap di via Germanetto, la casa parrocchiale del Salice e la scuola «Italo Calvino», per la disponibilità delle quali l’Amministrazione ringrazia ancora una volta il presidente Riorda e Don Mario Dompè”.

E per il prossimo anno scolastico? Il Comune, nella stessa nota, riferisce di aver già individuato “una soluzione alternativa soddisfacente e che mette insieme tutte le esigenze”. Ma non indica ancora quale. Tra le possibili destinazioni, la voce più ricorrente - quella che circola tra le mamme sui gruppi whatsapp - punta sulla Ragioneria, che avrebbe locali disponibili. Ma - ammesso e non concesso che questa sia la strada - alcuni elementi suggeriscono al Comune la massima cautela nel diffonderla: intanto perché la proprietà è in capo ad un soggetto terzo, la Provincia, e occorre avere in mano un accordo prima di poterlo ufficializzare, per evitare il rischio di dover nuovamente ritornare sui propri passi. E in secondo luogo perché sarebbero comunque necessari interventi di adeguamento delle aule per poter ospitare in tutto (o in parte?) le classi in arrivo. Di tutto questo, in ogni caso, il Comune non ha ancora fatto cenno. “L’Amministrazione - si limita a riferire la nota - sta valutando gli aspetti tecnici e definendo i dettagli. La tempistica prevista è di circa un mese, poi (la soluzione - ndr) verrà presentata pubblicamente alle famiglie, al personale docente e a tutti gli operatori della Scuola”.