Un patto tra sindaci per dire “no” all’apertura di una nuova discarica a Salmour

Espressione di un territorio di 70 mila abitanti a salvaguardia dell'ambiente

Un convinto “no” all’apertura di una nuova discarica di rifiuti speciali a Salmour è quanto emerso dall’incontro tenuto lunedì 26 febbraio, a porte chiuse, nel Comune di Salmour tra i sindaci che hanno risposto all’invito del primo cittadino Gianfranco Sineo e della sua Amministrazione. Ma l’assemblea partecipata da numerosi sindaci (Genola, Cherasco, Clavesana, Piozzo, Lequio Tanaro, Belvedere Langhe, Centallo, Morozzo, Fossano, Castelletto Stura, Carrù, Benevagienna, Trinità, Sant’Albano, La Morra, Narzole, Marene, Cervere) è andata oltre. A giorni, infatti, sarà presentato un “Patto di salvaguardia ambientale” sottoscritto da tutti i sindaci, espressione di un territorio che interessa circa 70 mila abitanti, atto a preservare il proprio territorio dall’insediamento di nuovi impianti con risvolti negativi per l’ambiente. “Perché Salmour ha già dato - dice il sindaco Gianfranco Sineo - E perché sono anni che i Comuni lavorano intensamente per valorizzare al meglio il proprio territorio ottenendo ottimi risultati”. 

La contestazione è la risposta al progetto presentato in Provincia dalla società Gea srl con sede legale a Sant’Urbano (Padova), appartenente al gruppo Green holding, per l’apertura di una discarica per rifiuti speciali non pericolosi, con annesso impianto di recupero, provenienti dal circuito delle aziende private del Cuneese. In particolare, sarebbero previste una piattaforma di trattamento con capacità pari a 15 mila tonnellate all’anno e una discarica per lo smaltimento finale di rifiuti speciali non pericolosi di 300 mila metri cubi. “In Piemonte non serve una discarica per rifiuti speciali - dichiara l’assessore Roberto Salvatore -. Le industrie possono continuare a conferire in quelle già presenti in provincia di Alessandria o di Savona non ancora a pieno regime. Quello che ci preoccupa è che se per le discariche per i rifiuti solidi urbani c’è una normativa precisa, per quelli speciali manca una legge che chiarisca chi fa cosa, lasciando carta bianca ai privati interessati non tanto all’impatto e conseguenze sull’ambiente, ma soprattutto a fare business. E a chi replica che una discarica in Provincia serve perché si riducono i chilometri  di viaggio abbattendo l’inquinamento su strada, rispondo che tocca ai nostri politici incentivare il trasporto su rotaie”. 

L’Amministrazione è critica anche sull’implementazione della copertura finale della discarica esaurita di Rsu in località Pernis Gaia che fu chiusa nel 1991. “La società è obbligata a mantenere bonificato il sito  post mortem - aggiunge Salvatore. -. I soldi incassati per conferire i rifiuti contemplavano anche quelli di bonifica. Alla discarica della Nebbia la gestione post mortem regolata come si deve produce meno percolato di quello prodotto nella discarica in località Pernis Gaia”. 

Come annunciato nel Consiglio comunale del 12 febbraio, l’Amministrazione Sineo, sostenuta da numerosi Comuni del territorio, dopo quattro anni torna sul piede di guerra contro l’apertura di una nuova discarica.

Presenti all’incontro anche l’assessore regionale Francesco Balocco, il consigliere regionale Franco Graglia, il parlamentare Enrico Costa, la presidente dell’Ancpi Franca Biglio, il consigliere dell’Atl Cuneo Rocco Politanò, il consigliere dell’Ato Bruno Olivero.