La Lega di Salvini primo partito a Fossano

La Lega raggiunge il 28,66% alla Camera (e il 29,86% al Senato). Cinque anni fa era al 6,96% 

Cinque anni fa a Fossano il primo partito fu il Movimento 5 Stelle, con il 25,95% dei consensi. Oggi, invece, i pentastellati scendono al 21,31% e il primato passa sulle spalle della Lega che conquista (alla Camera) il 28,66% dei voti (il 29,86% al Senato): un progresso straordinario rispetto al 2013 quando - reduce dagli scandali che avevano investito la gestione Bossi - si fermò al 6,96%. È il risultato più eclatante fra le “sette sorelle” della provincia di Cuneo, ma conferma una tendenza estremamente positiva per il partito di Salvini, in testa praticamente in tutta la Granda.

L’exploit della Lega ha inciso, ovviamente, anche sui risultati della coalizione ammortizzando il declino di Forza Italia (sceso in città al 13,28 dal 18,54 del Pdl) e trascinando i candidati dei collegi uninominali: Enrico Costa (alla Camera) al 45,47% e Marco Perosino (al Senato) al 47,01%. 

Quanto al Centro-sinistra, l’«effetto Balocco», candidato alla Camera, non è servito a fermare l’emorragia del Pd (calato in cinque anni a Fossano da 20,74 al 18,68%) ma soltanto per superare l’antagonista del Movimento 5 Stelle issando l’ex sindaco al secondo posto con il 26,95% contro il 21,32% di Federico Costamagna. Un risultato che si inverte, peraltro, se si considera il dato di tutto il collegio.

Tra i partiti “minori”, gli elettori fossanesi hanno premiato + Europa (al 4,67%) ebocciato LeU (ferma al 2,56%), mentre non ha sfondato Fratelli d’Italia (sceso dal 5,2 al 4,45%, probabilmente a causa della concorrenza della Lega). Tutto il resto è trascurabile. Salvo un dato: il calo dell’affluenza, contenuto ma ugualmente significativo, dall’82,01% al 79,65%. E un punto interrogativo. Dove sono finiti i 2.397 voti della lista Monti che cinque anni fa valevano a Fossano il 16,42%? È una domanda per analisti di flussi elettorali. Anche se uno sguardo superficiale suggerisce una lettura paradossale: sono finiti (almeno alcuni di loro) anche in bocca a Salvini.