Acqua pubblica, manca un passo

L’assemblea dei sindaci ha rinviato a fine marzo la scelta del modello gestionale. Ma la maggioranza dei Comuni ha già deciso. Anche Fossano

Manca ormai soltanto un passo all’affidamento ad un gestore pubblico del servizio idrico della provincia di Cuneo (acquedotto, fognature e depurazione). Ma quel passo non è ancora stato compiuto. Si pensava che il giorno giusto fosse giovedì 8 marzo, quando in Provincia si è riunita l’assemblea dei sindaci dei 250 Comuni della Granda. Invece si è assistito ad un nuovo rinvio. Questa volta di appena tre settimane, al 29 marzo. In compenso si è confermata la schiacciante maggioranza a favore del modello gestionale pubblico, a cui si è conformata anche l’Amministrazione di Fossano. L’unica richiesta del nostro Comune è che si aderisca a un’articolazione consortile, suddividendo il territorio della Granda in quattro aree autonome: il cuneese, la pianura di Fossano-Savigliano-Saluzzo, Alba-Bra e il Monregalese. È la nostra “linea del Piave”: quella che consentirebbe di salvare - se non la Società mista - ciò che Alpi acque ha rappresentato negli ultimi 20 anni come punto di riferimento nei servizi ai cittadini. 

Ampio servizio su "la Fedeltà" di mercoledì 14 marzo