Cinque anni con Papa Francesco

La sera del 13 marzo 2013 veniva annunciata "urbi et orbi" l'elezione di Jorge Bergoglio a vescovo di Roma

“I sensi ci aiutano a cogliere il reale e ugualmente a collocarci nel reale. Non a caso Sant’Ignazio di Loyola ha fatto ricorso ai sensi nella contemplazione dei Misteri di Cristo e della verità”. Colgo quest’espressione, pronunciata da Francesco nel suo discorso alla Curia romana il 21 dicembre 2017, per ripercorrere velocemente il tempo del suo ministero sulla Cattedra di Pietro nei cinque anni trascorsi sino ad oggi dalla sera di quel 13 marzo, quando fu annunciata urbi et orbi la sua elezione. Il Papa non faceva, ovviamente, una lezione di filosofia; intendeva, però, mettere in evidenza quanto stava esponendo circa il dovere nella Curia di curare la sua estroversione, ossia il suo rapporto “col mondo esterno”. Questo, con due riferimenti. Il primo al sapere comune, ricordato dal plurisecolare assioma che la nostra conoscenza trae inizio dai sensi: san Tommaso lo citava nel suo De veritate e anche san Bonaventura affermava che i sensi ci permettono di sperimentare direttamente la realtà, nell’immediatezza del suo qui e ora (In III Sent.). L’altro rimando era alla sua personale formazione spirituale e lo comunicava così: “non a caso Sant’Ignazio di Loyola ha fatto ricorso ai sensi nella contemplazione dei Misteri di Cristo e della verità”.

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