Mons. Delbosco: “C’è bisogno di risurrezione, oggi!”

Gli auguri del vescovo per Pasqua

La Pasqua del Signore Gesù, l’avvenimento che motiva la nostra fede, l’annuncio dirompente dei Dodici coinvolge tutti. Dopo lo smarrimento iniziale, tutti escono dalla paura che li attanagliava, tutti sentono l’esigenza di comunicare quella bella avventura col Signore, tutti sono certi: Cristo è vivo! Noi crediamo a quella testimonianza degli Apostoli; non avevano alcun interesse materiale. Erano solo animati dalla novità che aveva sconvolto la loro vita ed escono allo scoperto. Lo fanno con convinzione fino al punto di accetta-re di dare la vita per quella causa.

È una parola di speranza che continua a risuonare oggi. È difficile guardare in faccia alla complessità del presente storico. A prima vista, si respira molta incertezza per il futuro. Forse come non mai, oggi, ci si parla poco, nonostante i mezzi in nostro possesso. C’è tanta instabilità sociale ed i poveri sono sempre più poveri. Anche chi ha la fortuna di aver un lavoro guarda ad un futuro pieno di incognite perché non sa fino a quando potrà mantenere l’occupazione. Preoccupa il relativismo morale e, con difficoltà, si cercano veri punti di riferimento. Scandali, guerre, violenze private, furberie, sono all’ordine del giorno. Ma, se vogliamo addentrarci un po’ di più e leggere dentro queste situazioni, ci si accorge che regna un’insoddisfazione dalla quale si vorrebbe uscire.

La speranza vera non delude. Partendo dal basso, con molta pazienza, ci si può accorgere che esistono flebili luci di un qualcosa che sta nascen-do. Significa che tutto non è perso. Dando una lettura illuminata dalla fede nel Cristo Risorto, possiamo dire che lo Spirito è all’opera. Noi abbiamo bisogno di risorgere.

C’è bisogno di risurrezione sul piano internazionale segnato da conflitti, potere di pochi che spesso portano ad emergenze umanitarie.

C’è bisogno di risurrezione nei meandri della politica del nostro paese. Chi ha responsabilità sociali cerchi esclusivamente il bene comune mettendo sempre la vita umana al primo posto.

C’è bisogno di risurrezione nelle nostre città. Spesso viviamo giustapposti gli uni gli altri senza mai tessere veri rapporti umani di amicizia e solidarietà. Le solitudini vanno annientate perché corrodono il nostro essere.

C’è bisogno di risurrezione nei vari settori economici e lavorativi. La dignità della persona c’è quando ci si esprime in attività dalle quali si può trarre sostentamento per se e per le proprie famiglie.

C’è bisogno di risurrezione nelle nostre case. Sono i luoghi dove impariamo ad amare, a vivere, a incontrare, a servire, a condividere, a pregare, a gioire. Guai se sono ridotte a specie di roccaforti dove nessuno penetra o ad una sorta di ‘caverne piastrellate’ che riflettono manìe malsane e solitudini immense.

C’è bisogno di risurrezione nella Chiesa. È il popolo che Dio ama e si è scelto come partner. Siamo popolo variegato, con ruoli e doni diversi, tutti utili per le reciproche competenze. Dobbiamo imparare sempre più a conoscere la Parola e a viverla nella testimonianza gioiosa. Dobbiamo anche essere il riflesso della Luce che emana da quella tomba vuota. Nella misura in cui diamo testimonianza di unità, di comunione, di fraternità, di condivisione, diventiamo credibili e così passa la Lieta notizia del Risorto.

Abbiamo bisogno d’essere illuminati dal Risorto per comprendere il senso della nostra esistenza, il senso dei nostri progetti, il senso della storia che stiamo scrivendo giorno per giorno.

A tutti auguro di avere quel coraggio dei primi cristiani che li ha spinti ad una vera testimonianza più che coraggiosa. Sono ‘usciti’ allo scoperto. Hanno trasformato la storia. Ci hanno passato il testimone. Ora tocca a noi!

Buona Pasqua a tutti!

* Vescovo di Fossano e Cuneo