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Craveri-Oggero: attraverso la musica riaffiorano i ricordi

Visti i benefici ottenuti, quest’anno il progetto di Musicoterapia si è raddoppiato e coinvolge, oltre agli ospiti del nucleo Alzheimer, anche quelli del settore non autosufficienti

Tre anni fa all’istituto Craveri-Oggero si introdusse la Musicoterapia tra le attività del nucleo Alzheimer. Il progetto, proposto dalla cooperativa sociale Isoinsieme (che applica il “Modello Benenzon”, uno dei cinque riconosciuti dalla Federazione mondiale di Musicoterapia), è risultato molto efficace tanto che quest’anno si è deciso di estenderlo ad un secondo gruppo di ospiti.

Così da quest’anno la Musicoterapia è entrata a far parte delle attività offerte dalla residenza Craveri-Oggero agli ospiti del “primo piano”. “Si tratta di ospiti della Rsa (Residenza sanitaria assistita - ndr) relativamente orientati, lucidi - spiega l’educatrice Silvia Chiera -, con cui si può programmare un’attività diversa rispetto a quella del nucleo Alzheimer. Partecipano al gruppo anche alcuni ospiti di altri reparti”. “Nelle case di riposo in cui si svolgono queste attività – dice il geriatra Paolo Toselli - scende drasticamente il consumo dei farmaci: lo sto sperimentando ovunque. Il che, tra l’altro, costituisce anche un risparmio per il sistema sanitario, ma vallo a spiegare...”.

 

Il servizio completo su La Fedeltà di mercoledì 23 maggio 2018