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Dieci milioni di “piccoli schiavi” nel mondo

I dati dell'ultimo rapporto di Save the children, in vista della Giornata internazionale contro la tratta di esseri umani che si celebra il 30 luglio

Nel mondo vi sono 10 milioni di “piccoli schiavi invisibili”, ossia bambini e adolescenti costretti a prostituirsi, a lavorare in condizioni di sfruttamento, esposti ad abusi. Un fenomeno sommerso che non risparmia nemmeno l’Italia, con un aumento vertiginoso delle adolescenti da Nigeria e Romania sulle strade e le tante minorenni in transito indotte a prostituirsi alla frontiera di Ventimiglia per pagare i passeurs o trovare un posto dove dormire. Ci sono poi migliaia di minori migranti soli fuggiti dai centri di accoglienza quindi più esposti a forme di sfruttamento e centinaia di bambini che lavorano in nero nel terziario, come gli egiziani nelle frutterie, kebabberie, pizzerie o autolavaggi. È la fotografia documentata nel rapporto di Save the Children “Piccoli schiavi invisibili 2018”, in vista della Giornata internazionale contro la tratta di esseri umani che si celebra il 30 luglio.  I quasi 10 milioni di bambini e adolescenti venduti e sfruttati a fini sessuali e lavorativi corrispondono al 25% del totale delle persone in questa condizione, oltre 40 milioni, di cui più di 7 su 10 sono donne e ragazze. Circa 1 milione, secondo le stesse stime, i minori vittime di sfruttamento sessuale nel 2016, mentre in cinque anni – tra il 2012 e il 2016 – 152 milioni di bambini e ragazzi tra i 5 e i 17 anni sarebbero stati coinvolti in varie forme di lavoro minorile, di cui oltre la metà in attività pericolose per la loro stessa salute.

In Italia emerge alla frontiera di Ventimiglia il fenomeno del cosiddetto survival sex, ovvero... Continua a leggere