La Cassazione: “Giusta la condanna a cinque anni di Aldo Cordero”

I giudici di Roma hanno depositato le motivazioni della sentenza pronunciata ad aprile

Nei giorni scorsi i giudici della Corte di Cassazione hanno depositato le motivazioni della sentenza (pronunciata ad aprile) che conferma la condanna a 5 anni di Aldo Cordero per l’omicidio colposo dei 5 lavoratori vittime dell’esplosione del 16 luglio 2007.
Prima, a confermare la responsabilità di Cordero fu la Corte d’Appello di Torino che ridusse la pena, già stabilita dal giudice di Cuneo, da 8 a 5 anni. La novità più rilevante nel processo di secondo grado fu che i giudici assolsero l’ex Ad da uno dei due reati per cui era stato condannato a Cuneo: l’omissione dolosa di misure antinfortunistiche. La responsabilità di Aldo Cordero è rimasta soltanto colposa.
Quello che la Cassazione ha sottolineato è il principio della “esigibilità della condotta doverosa”, cioè, la diversa consapevolezza del rischio che ha un imprenditore con una lunga esperienza rispetto a qualsiasi altro cittadino. La difesa (sostenuta dall’avvocato Stefano Campanello), nel ricorso, affermava che nel calcolare la pena era stato “operato una sorta di automatismo”. In altre parole: un fatto grave richiede, di per sé, una pena pesante. La Cassazione: “Se la Corte (d’Appello di Torino ndr) avesse effettivamente determinato la pena sulla scorta della sola gravità del fatto, essa non sfuggirebbe alla censura del ricorso”. Per i giudici risulta troppo “divergente” la condotta di Cordero da quella del “modello di riferimento” di “un imprenditore esperto per il pluridecennale esercizio dell’attività molitoria”.