Migliaia di giovani in arrivo a Roma per l’incontro con il Papa

Stanno arrivando nella capitale migliaia di giovani per partecipare alla veglia di stasera (11 agosto) al Circo Massimo

L'intero stivale italiano si è messo in movimento a partire dall'inizio del mese di agosto. Dalla Val di Susa fino al Salento e alla Sicilia; tutti verso Roma, per la grande veglia dei giovani al Circo Massimo, di oggi, sabato 11, e l'incontro e la messa con il Papa a Piazza San Pietro, domenica mattina 12 agosto. C'è chi ha raggiunto la città in pullman, come la nostra delegazione fossanese, guidata da don Andrea Ciartano. C'è chi invece ha fatto un percorso a tappe nella propria regione e ha raggiunto la capitale viaggiando la notte tra il venerdì 10 e sabato 11. Non sono mancati poi i più originali che hanno navigato in canoa da Verona per i fiumi italiani, o pedalando in bici. E infine c'è chi, spingendosi con il pullman in luoghi di spiritualità come Assisi, ha poi proseguito il percorso a piedi, a tappe, nei giorni successivi, percorrendo complessivamente 220 km fra strade e sentieri. Quest'ultima è la soluzione adottata dai giovani della diocesi di Cuneo, un centinaio circa, guidati dal responsabile della pastorale giovanile don Carlo Occelli (don Ocio per tutti). 

Tv2000 li ha seguiti con speciali tre volte al giorno (l'intervento dei cuneesi avveniva nel primo pomeriggio durante il programma “Siamo Noi”), per riaffermare, se ce ne fosse bisogno, che la Chiesa italiana ha anche un volto anagraficamente giovane, spiritualmente dinamico e creativo, proveniente da un insieme di 195 diocesi coinvolte. Mentre, più difficili da dare, sono i numeri dei partecipanti a questo enorme evento ecclesiale (“Per mille strade”) che precede e si mette in ascolto dei giovani, in attesa del prossimo Sinodo di ottobre loro dedicato. “Da 25.000 già certi, potrebbero arrivare fino a 40.000 con le ultime iscrizioni” ha affermato don Michele Falabretti del Servizio Nazionale per la Pastorale giovanile della Cei, ai microfoni dell'emittente televisiva cattolica. “L'importanza però sta nel significato stesso del Sinodo, che vuol dire, appunto, camminare insieme. Mettendo in gioco il corpo, creando relazioni che si costruiscono mentre si sta andando”. “Ed è un'esperienza di vita insieme, che, in un'epoca di social, non è affatto scontata”, ha aggiunto in un intervento successivo Paola Bignardi dell'Osservatorio Giovani Istituto Toniolo. 

“Ognuno deve trovare la misura del proprio passo” ha affermato ancora tra gli altri mons. Orazio Francesco Piazza vescovo di Sessa Aurunca; “applichiamo questo concetto anche nella nostra ordinarietà, con sacrificio, fatica, ma anche gioia e dialogo (innanzitutto con se stessi) scegliendo le cose più importanti da mettere nel nostro zaino (anche metaforico) della vita”. “Senza accontentarsi però di quello che si ha già”, conclude infine le riflessioni suor Roberta Vinerba, francescana. “Ho visto giovani danzare questa settimana per oltre un'ora intera al termine di un incontro; non si può vivere la fede da ingessati, ma mettendosi continuamente in gioco. Se incontri Gesù Cristo tutto questo accade”.