Guerra delle aule tra Calvino e scuola media di via Dante

Il Comune assegna alla Media di via Dante le due aule contese con la elementare Italo Calvino. Ma la dirigenza scolastica non ci sta

Due aule contese tra scuole confinanti - la Media di via Dante e l’elementare Italo Calvino - stanno alimentando un clima di alta tensione nel mondo scolastico fossanese. Il braccio di ferro va avanti da alcuni mesi e trae origine dalla richiesta della Calvino di rientrare in possesso delle aule, che aveva “prestato” alla Media nel 1999, per attrezzarle ad attività laboratoriali e in questo modo far fronte alle nuove necessità dovute all’aumento del numero di bambini disabili, che - come riferisce la referente di plesso Claudia Costamagna - “ha comportato un incremento delle classi da 10 a 12”. Tale richiesta si è dovuta misurare, tuttavia, con le ragioni analoghe e contrarie della Media, anch’essa alle prese con un crescente numero di alunni con disabilità e nell’impossibilità dichiarata di cedere le aule (e il bagno per disabili ad esse collegato), attualmente utilizzate per ospitare due classi. Di fronte a questa impasse, le due dirigenti scolastiche non hanno trovato un accordo e il Comune, proprietario dei due edifici, ha tagliato il nodo gordiano decidendo di lasciare le due aule alla Media. In cambio, d’accordo con la Provincia, si è impegnato a sistemare e a mettere a disposizione della Calvino otto nuovi locali al secondo piano di palazzo Thesauro in via Bava (quello che ospita la Ragioneria). I motivi alla base della scelta: la volontà di garantire la “continuità scolastica” alla Media (che aveva fatto legittimo affidamento sull’uso delle due aule, mai richieste nel corso di 18 anni), di non creare un pericoloso precedente avallando l’operato di chi - come la Calvino - ha accolto “iscrizioni in sovrannumero rispetto agli spazi a disposizione” e di evitare una ingestibile tripartizione di palazzo Thesauro tra ordini di scuola diversi (primaria, medie e superiori) in considerazione del fatto che l’edificio sarà destinato ad accogliere da settembre, oltre alla Ragioneria, anche le classi della elementare Primo Levi, in esilio dopo la chiusura per lavori del plesso di via Sacco.

Contro la decisione del Comune si è, tuttavia, levata la protesta della dirigente Patrizia Dalmasso, che ha escluso ogni ipotesi di trasferimento della Calvino, e del corpo docente della scuola elementare che con la referente di plesso sottolinea i gravi disagi che i bambini dovrebbero sopportare, ad esempio per gli spostamenti, se costretti a usare Palazzo Thesauro per i laboratori. Alla protesta si sono uniti anche numerosi genitori (con lettera e via facebook), e la consigliera del Movimento 5 Stelle Ilaria Riccardi, che ha presentato un’interrogazione urgente al sindaco Sordella.