“Fly In” debutta a teatro al festival di Salisburgo

La ditta di Bene Vagienna ha realizzato una struttura gonfiabile per la rappresentazione della "Salomè"

Un piccolo gioiello di tecnologia incastonato, o quasi, in un grande gioiello artistico. Al termine della rappresentazione della “Salomè” di Strauss, messa in scena nelle scorse settimane al festival di Salisburgo per la regia di Romeo Castellucci, è comparsa una massa nera che ha inghiottito tutto, mentre l’Orchestra di Vienna eseguiva le ultime note: quella massa nera si deve alla “Fly In”, vulcanica azienda di Bene Vagienna che realizza strutture gonfiabili e che ha lavorato perfino per Valentino Rossi.

Di che cosa si tratta, più precisamente? Qui è indispensabile una spiegazione tecnica. Racconta Mauro Oggero, titolare di “Fly In”, che non nasconde le difficoltà affrontate: “L’ammasso nero - 9 metri di diametro - doveva fluttuare sui personaggi e gonfiarsi molto lentamente, fino a divorare  palco e cast: sarebbe stato impossibile ottenere ciò usando ventole ed aria fredda, generalmente impiegate per strutture gonfiabili, e abbiamo così realizzato un sistema d’iniezione ad aria calda, che raggiungeva una temperatura di 80 gradi con una portata di circa 4.000 metri cubi all’ora”. Questa soluzione provocava però un rumore di fondo inaccettabile nel mezzo di un’esecuzione sinfonica: “Abbiamo realizzato un tubo di tessuti e materiali fonoassorbenti lungo 20 metri: in parole povere, una specie di gigantesco phon silenzioso”, conclude Oggero.

Fra i più recenti lavori di Fly In ci sono il logo di “Orgoglio Italia” dell’Albero della vita di Expo 2015, le nuvole scenografiche per la cerimonia di chiusura dei Giochi asiatici nel 2017 e, quest’anno, l’installazione artistica “Blaublobbing” per la personale dell’artista italiano Loris Cecchini alla Galerie Aveline di Parigi.