Tre artiste cuneesi a Manta

"Etica ed estetica", visitabile il sabato e la domenica, dalle  14.30 alle 18.30 fino al 9 settembre

Sabato scorso 25 agosto le porte dello spazio espositivo di Santa Maria del Monastero a Manta si sono aperte per l'inaugurazione della rassegna "Etica ed estetica" che vede esporre opere di tre artiste, Alessia Clema, Grazia Gallo e Cristina Saimandi.

A presentarle in questa rassegna, tutta al femminile, è Ugo Giletta che nel testo scritto per l'occasione, a proposito di Alessia Clema scrive che le sue " ultime opere ... acquisiscono una importanza fondamentale per quanto riguarda l’approccio a un’esperienza estetica che supera la divisione tra opera e fruitore. L’identificazione del soggetto si riconosce in ambito estetico come istanza di mediazione tra sensibilità e intelletto: la parvenza di elementi figurativi descritti da tratti incisi sovrapposti e/o mescolati in uno sfondo etereo, costruito sapientemente da bianchi e svariate tonalità di grigi fino al quasi impercettibile turchese, ci conducono alla fruizione di un mondo tra il reale ed il sublime. Di fronte a queste immagini, il fruitore è in grado di leggere un universo in bilico tra l’immanenza (estetica) e la trascendenza dove il trascendere ci conduce alla necessità di riflessioni etiche. L’insieme delle sue opere appartiene ad una ritualità in cui si richiede l’annullamento del soggetto, “… la partecipazione rituale si trova anche in un primo stadio dell’esperienza estetica, che si determina nell’assunzione di un ruolo all’interno del chiuso mondo immaginario di un intreccio drammatico."

Proseguendo nell'esame delle opere esposte aggiunge, in rapporto alla seconda partecipante alla rassegna che "la forma che più si addice all’opera di Grazia Gallo, per quanto riguarda gli stadi dell’identificazione estetica, può essere quella componente poetica che ho ravvisato nel titolo della sua ultima mostra “Oblio del racconto”. I suoi lavori lasciano il compito al fruitore di immergersi in un racconto descrittivo suggerito dall’oggetto fotografato (modello) presentato che va a mescolarsi per osmosi con il segno pittorico. In questo caso i suggerimenti possono essere rappresentati sul carattere della pittura in antitesi all’immagine fotografica che propone oggetti riconoscibili."

Da ultimo, soffermandosi sui lavori della terza espositrice, scrive ,tra l'altro, che "alla base dei lavori di Cristina Saimandi emerge una spiccata dichiarazione della fragilità della nostra società contemporanea. Per segnalarci questa condizione si appropria di immagini che trasportano lo spettatore verso l’identificazione di un eroe sofferente o in difficoltà. Tutta l’opera si manifesta attraverso la presenza dell’”uomo” nella condizione di ciò che è finito, nell’ambiguità delle sue scelte e lo smarrimento della propria identità, anche in relazione alla natura. La figura umana nelle sue opere è presente come condizione della nostra vulnerabilità nel mondo; emerge la possibilità di fare il male attraverso la corporalità e la temporalità in cui è ben visibile la paura dell’essere abbandonati all’infelicità, alla distruzione e alla morte."

Ho avuto in passato occasione di parlare dell'esperienza di Alessia Clema, (che proprio a Fossano ha vissuto nei tempi della scuola e, forse, anche dopo essendo il papà militare nell'arma dei carabinieri), nella circostanza della sua partecipazione ad una collettiva a palazzo Samone a Cuneo. Mi ha sempre molto intrigato il suo lavoro con materiali non consueti con cui realizza opere create in resina epossidica bi-componente, che esercitano un forte richiamo e accompagnano il visitatore a scoprire chi si cela dentro queste opere piene di ricordi.

Anche per Grazia Gallo ho scritto in occasione della sua mostra personale nell'aprile scorso alla Fondazione Peano a Cuneo e quindi potrei rimandare a quanto detto in quella circostanza.

E' invece la prima volta, per me, che mi viene offerta la possibilità di una attenzione più grande per le "sculture" di Cristina Saimandi  (che avevo già incontrato nel 2016 alla Fondazione Delfino a Cuneo e poi nel 2017 a Benevagienna, entrambe le volte con gli artisti del gruppo "LEDA") e quindi preferisco rinviare ogni considerazione ad un successivo momento avendo perso le due occasioni di vederla in rassegne personali a Borgo San Dalmazzo nel 2015 e 2016.

Restano pochi giorni per vedere  la mostra che sarà ancora visitabile il sabato e la domenica, dalle ore 14.30 alle 18.30 fino al 9 settembre. E' una occasione per osservare le esperienze nuove ed innovative che la nostra provincia offre agli appassionati: approfittiamone.