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Tornano in mostra Stefano Allisiardi e Marco Tallone a Manta

Fino al 7 ottobre ed è visitabile nella chiesa di Santa Maria.

Sabato 22 settembre nella chiesa di Santa Maria del Monastero a Manta è stata inaugurata, presente un discreto pubblico di appassionati una mostra che vede ripresentarsi in pubblico con le loro opere recenti due giovani artisti: Stefano Allisiardi (originario di Busca ora lavora a Torino) e Marco Tallone (di Revello ma lavora a Paesana).

Di questi due giovani artisti ho avuto l'occasione di scrivere circa un anno addietro allorchè presentarono la loro prima mostra importante nel contesto della manifestazione "Grandarte" presso la galleria "Il Fondaco" di Bra.

Per illustrare il loro percorso artistico, quindi, potrei semplicemente riprendere e trascrivere le riflessioni che ho steso allora. I loro lavori recenti però richiedono una integrazione doverosa e, a mio sommesso parere, importante in quanto non si sono fermate le loro ricerche sia sul piano dell'elaborazione dell'immagine sia nell'affinamento delle tecniche utilizzate.

Mi spiego meglio:Allisiardi aveva presentato a Bra un gruppo di lavori in cui la sua riflessione sulla figura era sopratutto concentrata sulla memoria e il suo lavoro utilizzava volentieri la carta solitamente usata per il disegno e l'incisione; adesso fa un passo avanti e, utilizzando sopratutto l'acquerello molto denso e pastoso su una speciale carta/riso, costruisce una immagine (in piccola dimensione) quasi fosse lavorato ad olio su tela mentre, quando usa l'acquerello in maniera più tradizionale, ne ricava immagini (sempre e soltanto con la figura) di una robusta costruzione che "raccontano" di una sua profonda ricerca sulla figura che si riallaccia alle migliori ricerche di alta scuola sul tema, tesa però alla sperimentazione di una nuova via interpretativa che, se per un verso sembra richiamarsi al passato, invece osservata con attenzione svela tutta una attenzione nuova per la rappresentazione della figura. In questa mostraa questo giovane e promettente artista propone soltanto lavori ad acquerello trattati su materiali diversi e con diverse tecniche.

Viceversa Marco Tallone, oltre che con l'acquerello, in questa rassegna presenta opere in cui si cimenta anche con l'incisione ad acquaforte, acquatinta e bulino su più lastre.

E' un genere, quello dell'incisione. che richiede un lavoro lungo e minuzioso (sopratutto quando si lavora con più lastre) perchè intanto le lastre debbono essere predisposte con una precisione millimetrica e perchè poi, in fase di stampa, debbono essere sovrapposte con una precisione che non ammette scarti, pena buttare i fogli stampati che risultano "fallati in stampa". In questo Marco Tallone, oltre che un bravo incisore, dimostra di essere un bravissimo stampatore delle sue lastre.

E' bene ricordare infatti che, fin dal Cinquecento, tra gli incisori c'era chi l'immagine la disegnava, l'incideva e la stampava (allora si incontrava la dicitura "delineavit, incidit ed excudit"; altre volte il primo si limitava a disegnarla e inciderla  mentre a stamparla provvedeva l'artigiano stampatore (alla si trovava che "n.n. delineavit ed incidit, x.y. excudit"). Questo successe (a titolo di esempio) per molte delle tavole del famoso "Theatrum Sabadiae", a cui anche per alcune tavole di Giovenale Boetto. Questa tradizione è proseguita fino ai giorni nostri, quando in genere l'artista disegna ed incide la lastra e ne stampa alcune copie con"prove d'artista" (che vengono siglate p.d.a.) finchè l'artista stampa la copia cosiddetta "bonne à tirer", che viene consegnata all'artigiano stampatore come modello della tiratura da eseguire. 

A mio parere la funzione dello stampatore è altrettanto importante di quella dell'incisore ed in provincia ne abbiamo avuto (e ancora ne abbiamo) un bell'esempio a Dogliani (e prima al Pasquero), dove l'indimenticabile Tonino Liboà con la moglie Teresita Terreno ha creato la "Stamperia Al Pozzo", ora continuata da Ivan Terreno.

Questa lunga digressione per ricordare ancora una volta una delle "eccellenze" del territorio, come è giusto che sia. Ora,come già detto, Marco Tallone fa tutto in proprio:disegna, incide e stampa (a una o più lastre) e quindi un doppio merito che va segnalato. Senza dimenticare che egli ha ripreso ad operare con un mezzo tecnico come l'acquerello che già praticava da tempo e che a Manta presenta ora secondo una diversa interpretazione che merita di essere segnalata.

La bella mostra continua fino al  7 ottobre ed è visitabile al sabato e la domenica pomeriggio dalle 16 alle 19.

Foto in alto: Tallone Marco - Ponte interrotto - acquaforte e acquatinta a due lastre

Sotto: Allisiardi - Figura - acquerello su carta

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