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Addio a Francesco Gotta

L'eclettico artista è morto a 73 anni: mercoledì il funerale a Bene Vagienna

"Artista", si legge sul manifesto funebre. E forse non basta ancora: perché lui era sì un artista, ma i suoi interessi si estendevano a numerosissimi altri campi del sapere umano, dall'artigianato alla metafisica.

Francesco Gotta, residente a Bene Vagienna, è morto a 73 anni. Era ricoverato all'Istituto climatico di Robilante.

I suoi dipinti - l'espressione d'arte che più ha contribuito a farlo conoscere - Gotta li firmava "BradiBene": un omaggio a Bra, la città dov'era nato, e a Bene Vagienna, quella che lo ha adottato. Tutta la sua pittura è attraversata da una tensione che espande in varie direzioni il lavoro artistico: i suoi quadri sono a volte un grido contro la distruzione dell'ambiente, a volte un afflato verso una dimensione eterna che liberi l'uomo dalla caducità.

Proprio quest'ansia metafisica si ritrova negli aforismi, un aspetto non trascurabile della sua esperienza artistica: Gotta amava indicare il giorno e l'ora in cui li concepiva, quasi a formare un diario. E poiché non di sola spiritualità si vive, il "BradiBene" non trascurava le esigenze materiali, pratiche dell'uomo: suo un originale rasaerba, brevettato oltre 10 anni fa.

Gotta ha lasciato la compagna Ornella e le figlie Cinzia e Lidia. Il rosario sarà recitato alle 20,30 di martedì, nella chiesa di San Francesco a Bene Vagienna; il funerale alle 14,30 di mercoledì, nella chiesa parrocchiale sempre di Bene Vagienna.