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Papa Francesco ai giovani: “Scusateci se non vi abbiamo dato ascolto”

Due “mea culpa” del Papa, a cui si è aggiunto quello, implicito, contenuto nella lettera dei padri sinodali ai giovani

“Vorrei dire ai giovani, a nome di tutti noi adulti: scusateci se spesso non vi abbiamo dato ascolto; se, anziché aprirvi il cuore, vi abbiamo riempito le orecchie”. Il Papa ha cominciato l’omelia della messa di chiusura del Sinodo sui giovani, il terzo convocato da Bergoglio dopo quello in due tappe sulla famiglia, con un sincero “mea culpa”, a nome della Chiesa, per tutte quelle volte che non è stata capace di ascoltare i giovani. Al termine dell’omelia, nella basilica di San Pietro, il secondo “mea culpa” di Francesco: “Quante volte abbiamo portato noi stessi, le nostre ‘ricette’, le nostre ‘etichette’ nella Chiesa! Quante volte, anziché fare nostre le parole del Signore, abbiamo spacciato per parola sua le nostre idee! Quante volte la gente sente più il peso delle nostre istituzioni che la presenza amica di Gesù!”.

“Le nostre debolezze non vi scoraggino, le fragilità e i peccati non siano ostacolo alla vostra fiducia”, il terzo “mea culpa”, in forma implicita, contenuto nella lettera indirizzata dai padri sinodali ai giovani, letta prima della benedizione finale: “La Chiesa vi è madre, non vi abbandona, è pronta ad accompagnarvi su strade nuove, spazzando via le nebbie dell’indifferenza, della superficialità, dello scoraggiamento”... Continua a leggere