Il porro di Cervere va a ruba: ma questa volta è un furto

Durante il raid sono stati distrutti 500 chili di raccolto

Un danno da circa 1.500 euro ma soprattutto uno schiaffo alla fatica che richiede il lavoro nei campi.

I ladri sono passati nel campo di Antonio Rinero di Grinzano per tre venerdì di seguito (l'ultimo raid è stato nella notte tra venerdì 2 e sabato 3 novembre) trafugando quasi 150 chili di porri e distruggendone almeno 500. “È più quello che hanno distrutto di quello che hanno rubato - dice rammaricato Rinero -. Venerdì è la terza settimana che passano nella notte. Da tre settimane il sabato mattina scendiamo in valle e scopriamo che mancano i porri. Che qualcuno passi e porti via qualche porro succede e spesso scendo la sera per controllare, ma questo appezzamento è in una zona un po’ nascosta con tre vie di fuga quindi quasi impossibile da controllare”.

La coltivazione di Antonio Rinero era già stata presa di mira alcuni anni fa quando gli rubarono i porri in quattro file da 100 metri.

Quest’anno la produzione registra una quantità inferiore a causa della siccità estiva e della grandine ma è eccezionale per la qualità: “Abbiamo un raccolto tenerissimo e dolce” precisa Rinero produttore dal 1994, tra i primi (nel ‘96) ad associarsi al Consorzio  per la tutela e valorizzazione del porro Cervere quando era presidente Domenico Graglia.

Rinero, furti a parte, come tutti i produttori del porro Cervere da settimane ogni giorno è in valle per la raccolta di un prodotto che sarà al centro della Fiera che da sabato 10 a domenica 25 novembre porterà migliaia di persone a Cervere.