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Avvento, la Caritas lancia un “Sos” per il lavoro

Rivolto a tutti, soprattutto a chi produce (imprenditori, artigiani, commercianti...)

“L’obiettivo vero da raggiungere non è il reddito per tutti, ma il lavoro per tutti”. L’affermazione più volte ribadita da Papa Francesco è il “leitmotiv” dell’Avvento di fraternità proposto dalla Caritas diocesana che quest’anno si concentra proprio sull’emergenza lavoro. L’organismo diocesano lancia un “Sos lavoro” rivolto a tutti. Se sei una persona sensibile alle problematiche sociali, puoi offrire il tuo contributo in parrocchia oppure effettuare un versamento alla Diocesi di Fossano utilizzando l’iban: IT 29 T 06170 46320 00000 1603189.

L’appello della Caritas è rivolto in modo particolare a chi il lavoro lo produce. Sei un imprenditore, un piccolo artigiano, il titolare di un’attività commerciale, che vuole offrire un’opportunità a chi è in difficoltà? Attraverso la Caritas diocesana puoi avere informazioni su come attivare un inserimento lavorativo di persone in difficoltà e accompagnate dalla stessa Caritas. L’accompagnamento è garanzia di serietà, sia per chi dà lavoro sia per chi lo cerca, che non viene abbandonato a se stesso, ma seguito passo passo soprattutto nei primi mesi.

“In questo periodo di Avvento - dice Nino Mana, direttore della Caritas - vogliamo proseguire l’esperienza di accompagnamento al lavoro che in questi anni ha dato buoni frutti: sono una quarantina le persone per le quali il percorso si è concluso con un’assunzione”. Come funzionano le borse lavoro attivate dalla Caritas? “Quando una famiglia viene a chiedere un sostegno economico - spiega ancora il direttore della Caritas -, cerchiamo di individuare al suo interno una persona su cui puntare. Investiamo risorse e tempo per trovare un lavoro adatto, che corrisponda in qualche modo alle sue capacità e attitudini. Se questa persona è accompagnata e affiancata nei primi mesi, in genere l’inserimento lavorativo va a buon fine. È un percorso lungo (ci vogliono circa sei mesi), difficile, ma redditizio ed efficace. Perché trovare un lavoro è anche un modo per riprendersi in mano la vita e soprattutto per ridare autonomia alla propria famiglia, togliendola dal circolo vizioso dell’assistenza” che non rende autonomi, ma rischia di adagiare le persone in una forma di passività rassegnata. Perché l’assistenza è la risposta più immediata, ma non l’unica. Occorre fare in modo che la persona torni a camminare con le sue gambe. In questa strategia il lavoro è una condizione fondamentale: il lavoro attiva risorse individuali e sociali, fa sentire utili, riempie la giornata, ridona dignità alla persona e alla sua famiglia. Come scrive ancora Papa Francesco, “il lavoro è una priorità umana. E pertanto è una priorità cristiana”.