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Fondazione San Camillo: tutti confermati nel primo Cda

I consiglieri Bruno Actis, Valter Delfino, Daniela Allione, don Giovanni Quaranta e Bartolomeo Marengo  

Il San Camillo si è trasformato in una fondazione di diritto privato, ma non ha cambiato il proprio Cda. O, meglio, lo ha rinnovato, ma confermando tutti e cinque gli esponenti che ne facevano parte anche nella vecchia ex Ipab, dove erano stati nominati a marzo 2018. 

Giovedì 24 gennaio, il Consiglio comunale ha votato all’unanimità, per alzata di mano, i suoi due rappresentanti. Sono Bruno Actis (presidente uscente), indicato dalla maggioranza, e Valter Delfino, indicato dalla minoranza. Il terzo nome - in passato di spettanza del Comune - è stato espresso, sulla base del nuovo statuto, dalla Fondazione Crf. Quest’ultima ha optato per Daniela Allione che già aveva ricoperto l’incarico di consigliere del San Camillo per nomina comunale.   

A completare l’en-plein diriconferme hanno provveduto anche le nomine dei due membri di diritto: quella del parroco o di un suo delegato, e quella del priore della Confraternita di San Sebastiano e San Giovanni Battista decollato o suo delegato. In entrambi i casi, infatti, sono stati scelti gli uscenti don Giovanni Quaranta e Bartolomeo Marengo.

Lo status quo dovrebbe rispecchiarsi anche nella nomina del presidente, che sarà eletto dal Cda nella prima riunione e che si presume possa essere nuovamente Bruno Actis. Da quel momento si potrà dare avvio allanuova fase gestionale, partendo con il primo dossier: la trattativa con i sindacati per definire il nuovo contratto (privatistico e non più pubblico) con i 19 dipendenti dell’ex Ipab.

 Articolo completo su "la Fedeltà" di mercoledì 30 gennaio