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Robot d’avanguardia per la riabilitazione

All'ospedale Santissima Trinità è approdato "Motore", acquistato dalla Fondazione Crf

“Un robot per la riabilitazione dell’arto superiore, adatto sia a pazienti neurologici che a pazienti ortopedici; un apparecchio nuovissimo, appena commercializzato sul territorio italiano, che associa il recupero delle funzionalità di braccio e mano all’attività cognitiva”.

Il dottor Gianfranco Lamberti, che dirige la struttura di Riabilitazione di terzo livello al Santissima Trinità, ha descritto così “Motore”, il sistema robotizzato per la riabilitazione neuromotoria approdato nell’ospedale fossanese. La presentazione è avvenuta lo scorso 31 dicembre.

“Motore” - il nome del robot è precisamente questo - è stato donato dalla Fondazione Cassa di risparmio di Fossano. Per l’ente c’era il suo presidente, Gianfranco Mondino, che ha commentato: “La nostra realtà è molto solida, abbiamo fondi che restituiamo volentieri ai cittadini: portateci progetti validi come questo. Ci stiamo confrontando con il direttore generale dell’Asl per i contributi del 2019, che non mancheranno”.

Per l’Asl Cn1 erano presenti il direttore generale Salvatore Brugaletta e il direttore amministrativo Laura Carignano:  “C’è un ottimo rapporto con le Fondazioni - è intervenuto Brugaletta -. Ringrazio quella di Fossano per l’attenzione continua e la disponibilità sempre dimostrata nei confronti delle esigenze dell’ospedale che, ricordo, è un’eccellenza nell’ambito della riabilitazione di secondo e terzo livello. La struttura di Neuroriabilitazione, poi, è un esempio a livello piemontese e oltre”. A rappresentare l’Amministrazione comunale di Fossano c’erano  il sindaco Davide Sordella e il consigliere Enzo Brizio.

Una paziente, che di recente ha subito un’operazione chirurgica a un braccio, ha mostrato il funzionamento di “Motore” affidando il suo arto, ancora ingessato, al robot. Sullo schermo dell’apparecchio venivano indicate una serie di azioni da simulare, come portare i piatti sporchi nel lavabo: dopo aver collocato l’arto operato nel supporto di “Motore”, la paziente doveva provare a compiere le azioni richieste, aiutata e al tempo stesso “valutata” dal robot. 

“Motore”, nel dettaglio

Motore si presenta come “uno strumento intelligente,  utile sia al fisioterapista sia al paziente”:  “È in grado - spiegano gli addetti ai lavori - di percepire la forza esercitata dal paziente, di intuirne le intenzioni e di reagire con un sistema di forze che facilitano il recupero funzionale”. 

Il fisioterapista può scegliere il protocollo di riabilitazione ideale: la misurazione - istante per istante - di forze, accelerazioni e velocità consente di avere una valutazione oggettiva dei progressi del paziente, di motivarlo e di adattare gli esercizi al suo stato psicofisico.

“L’evoluzione della tecnologia fa sì che oggi la macchina svolga una funzione fondamentale di supporto all’intervento dell’operatore - aggiunge ancora Lamberti -. L’apparecchiatura, fondamentale per il difficile recupero dell’arto superiore, coinvolge, attraverso un software che simula anche azioni della vita quotidiana, il paziente, impegnandolo anche in uno sforzo di natura cognitiva”.