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Alberto Cirio, libero da Rimborsopoli, si propone per la guida del Piemonte

L'europarlamentare albese: “Sciolgo la mia riserva. Ai leader della coalizione la scelta finale”

Niente processo. L’europarlamentare di Forza Italia Alberto Cirio esce pulito dall’inchiesta “Rimborsopoli bis”. E ora corre più leggero verso la corsa alla successione di Sergio Chiamparino alla guida del Piemonte: un ruolo per il quale è da mesi il pretendente ufficioso per la coalizione di Centro-destra, in forza di un accordo di massima stipulato a suo tempo da Berlusconi e Salvini (con Meloni) in vista della tornata elettorale delle Regionali.

L’inchiesta, tuttavia, era la “spada di Damocle” che incombeva sulla sua candidatura: un grande punto interrogativo che rischiava di farne un bersaglio ideale in campagna elettorale. Mercoledì 13 febbraio è uscita la notizia della richiesta di archiviazione (per lui e per altri 18 consiglieri regionali) da parte dei pubblici ministeri, che non hanno rilevato irregolarità nei circa 30 mila di spese effettuate e nei relativi rimborsi ottenuti nella sua funzione di consigliere regionale nel periodo 2008-2010. Gli stessi pm hanno invece chiesto il rinvio a giudizio per altri 31 consiglieri regionali con l’accusa di peculato, per un totale di 1 milione e 800 mila euro. Il giorno successivo l’europarlamentare albese ha lanciato ufficialmente la sua autocandidatura. “Ho atteso questo momento per una questione di serietà, perché per me era fondamentale riuscire a dimostrare la correttezza del mio operato - il suo commento -. Oggi sono nelle condizioni di sciogliere la mia riserva sulla candidatura per la presidenza della Regione Piemonte. Ho comunicato ai partiti della coalizione - Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia - la mia disponibilità e spetterà ora ai leader nazionali la decisione finale. Voglio però ringraziarli fin d’ora per la fiducia e anche la pazienza avuta in queste settimane. In particolare, ho molto apprezzato le attestazioni di stima del segretario piemontese della Lega e capogruppo alla Camera, Riccardo Molinari, e dell’on. Guido Crosetto. Se lo riterranno, sono pronto a partire, consapevole che sarà una sfida difficile, perché gli avversari sul campo sono persone perbene e di tutto rispetto. Credo, però, che il Piemonte abbia bisogno di un profondo cambio di marcia. Ha bisogno di velocità. E io le scarpe da corsa le ho già ai piedi, perché per la mia terra non ho mai smesso di correre”.

Dall’autocandidatura alla candidatura vera e propria, tuttavia, c’è ancora un passo. È quello che dovrà compiere la Lega - oggi il partito più forte della coalizione - accettando di portare acqua (voti) ad un candidato presidente di Forza Italia. Lo farà? È molto probabile, ma non è ancora certo. Tutto dipende dalle strategie elettorali del Carroccio, che a giorni alterni muove il pendolo in direzione ora di un’alleanza con il Centro-destra, ora - mano ai sondaggi - della corsa in solitaria (ma, forse, soltanto per alzare il prezzo della trattativa). Di certo, il nodo verrà sciolto a breve, probabilmente dopo il voto del 24 febbraio in Sardegna. 

Articolo completo su "la Fedeltà" di mercoledì 20 febbraio