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Il Palio torna all’antico per abbattere i “tempi morti”

Niente più qualificazioni e finali per la gara degli arcieri. L’obiettivo è terminare la gara entro le 11,30-11,45 

L’anno scorso, il nome del Borgo vincitore del Palio, il Salice, venne proclamato poco prima dell’una (di notte). Ma molti tra gli spettatori se n’erano già andati. Colpa di una gara troppo lunga, che li aveva “inchiodati” alle tribune per oltre tre ore. Sul banco degli imputati, una formula farraginosa, soprattutto per la gara degli arcieri. E così, sin dall’estate 2018, si è cominciato a ragionare su possibili rimedi per separare il “bambino” (una gara di grande fascino che - come pochi altri Palii - assicura fino all’ultimo la suspense sul nome del vincitore grazie alla doppia competizione di arcieri e cavalli) dall’«acqua sporca» dei “tempi morti”. Il risultato è stato presentato lunedì 11 febbraio in Commissione Cultura, ed è un ritorno all’antico. L’ipotesi di lavoro, infatti, è quella di far tirare un borgo dopo l’altro, rispettivamente con tre arcieri e sei frecce ciascuno, per poi stilare una graduatoria unica finale, senza spareggi, in base alle oche abbattute.

Articolo completo su "la Fedeltà" di mercoledì 20 febbraio

Foto Loris Salussolia

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