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Sette arresti a Trinità e Magliano Alpi per furti e rapine nel Nord Italia

Il procuratore: "Siamo riusciti a smascherarli prima che compissero reati più gravi"

Sette arresti tra Trinità, Magliano Alpi, Vignolo e Mondovì hanno messo fine - la notte tra il 27 e 28 febbraio - a una serie di furti (e rapine) portati avanti dal mese di settembre del 2018 a gennaio scorso in abitazioni in provincia di Cuneo, Cremona, Reggio Emilia, Piacenza e Mantova, per un bottino di circa 200-250 mila euro.    

L’esito di questa operazione congiunta del Nucleo investigativo dei Carabinieri e della Squadra mobile della Polizia coordinati dalla pm Carla Longo della Procura di Cuneo è stata presentata questa mattina (venerdì 8 marzo) dal procuratore capo Onelio Dodero: “La soddisfazione più grande è la collaborazione di Polizia e Carabinieri che hanno lavorato in coesione portando all’esito positivo dell’operazione”.

Gli arrestati, tutti di etnia sinti, sono Edoardo Bresciani 45 anni di Magliano Alpi (reclutatore, leader della banda), Adriano Barrero, 47 anni, di Trinità (capo carismatico), Valerio Barrero, 42 anni  di Magliano Alpi, Valter Barovero 54 anni di Vignolo, Angelo Bresciani 38 anni di Trinità, Giacinto Barrero 35 anni di Magliano Alpi, Ivan Aimo  35 anni di Mondovì.

A quattro è stata contestata l’associazione per delinquere. Si trovano tutti in custodia cautelare. 

L’operazione San Rocco prende il nome dalla sagra di San Sereno di San Rocco di Castagnaretta dove la banda ha colpito il giorno della festa, a inizio settembre, svaligiando tre appartamenti. I malviventi rubavano le borsette lasciate nelle auto dai visitatori, entrando indisturbati nelle abitazioni. In un caso avevano trovato un’anziana immobilizzata a letto e le avevano strappato la collanina dal collo.

Nel caso in cui venivano scoperti dai proprietari avevano la prontezza di travestirsi da Carabinieri e simulare il finto arresto di un loro complice per scappare, in altre situazioni, travestiti da Guardia di finanza, simulavano un finto sopralluogo facendo man bassa di gioielli, soldi, cellulari. “Siamo intervenuti prima che compissero reati più gravi” ha sottolineato il procuratore capo.

Oltre a un parco macchine di grossa cilindrata sono stati requisiti gioielli, monili e contanti. Il procuratore invita a chiamare il 112 per facilitare l’individuazione dei proprietari della refurtiva. 

Il capitano dei Carabinieri Giampaolo Canu e il commissario della squadra mobile di Cuneo Pietro Nen hanno voluto ringraziare anche l’ex dirigente della mobile Marco Mastrangelo che aveva diretto la fase iniziali delle operazioni prima del suo trasferimento.