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Recupero area dell’ex Molino, per la Regione le cubature vanno ridotte

La questione era stata sollevata da Ilaria Riccardi, consigliera 5 Stelle

La Regione Piemonte - con il dirigente del settore Urbanistica Andrea Venner - ha dato ragione alla consigliera Ilaria Riccardi sull’interpretazione da assegnare della legge 106 per il recupero delle aree degradate. Lo ha messo nero su bianco nel parere non vincolante legato al recupero dell’area dell’ex Molino Cordero che era stato richiesto dal sindaco per risolvere ogni dubbio in seguito ai rilievi presentati in Commissione dalla consigliera 5 Stelle.

La tesi della Regione è che, nel calcolo dei volumi edificabili, ci si debba basare sul patrimonio edilizio esistente e non sugli indici previsti dal Piano regolatore come avevano fatto le prime due proposte del privato (l’impresa Giuggia). E che eventuali nuove proposte - se il Comune, come sembra, recepiràil parere - si dovranno conformare all’impostazione regionale.

In concreto, vuol dire ridurre la cubatura sulla quale si era ragionato nei progetti dello studio Ingar. Secondo i primi calcoli, il “taglio” sarebbe di poco meno del 20% dei volumi. Quei progetti, peraltro, erano sempre stati stoppati in Commissione per le perplessità sollevate dalla maggioranza sulla localizzazione delle aree su cui consentire l’atterraggio delle volumetrie in “avanzo” (con un netto no al Villaggio sportivo) e per una serie di altre ragioni (dubbi sul supermercato, sul posizionamento del palazzo di edilizia residenziale, sul verde, sulla viabilità...).

Articolo completo su "la Fedeltà" di mercoledì 20 marzo