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Lettera di minacce anche alla Balocco

Al colosso dolciario chiesti 300mila euro: "O inquiniamo i prodotti" - Identica busta recapitata in altre imprese

Balocco come  Ferrero, Lavazza e caffè Vergnano. Lo scorso 8 aprile, al Colosso dolciario di Fossano è arrivata una lettera con la richiesta di versare 300mila euro: se ciò non avverrà, saranno colpiti i prodotti dell'azienda - o almeno questa è la minaccia contenuta nel testo. All'interno del plico c'era anche una sostanza in polvere, ora sotto analisi. 

Sono intervenuti il nucleo Nbcr dei Vigili del fuoco, specializzato nel trattare sostanze pericolose, e gli artificieri dei Carabinieri, insieme con i colleghi della stazione di Fossano. La produzione industriale non è stata interrotta; è stato isolato, temporaneamente, l’ufficio dov’era stata ricevuta la busta, aperta solo in parte. 

I 300mila euro richiesti devono essere versati in bitcoin su un conto corrente elettronico; la minaccia è quella di “inquinare” i prodotti venduti dall’azienda. Quanto alla polvere, test iniziali avrebbero permesso di escludere che si tratti di una sostanza venefica o esplosiva; un ulteriore accertamento specifico permetterà di capire precisamente di quale sostanza si tratta.

Nei giorni precedenti, buste identiche erano giunte ad altre grandi aziende piemontesi: al loro interno, sempre la lettera con la richiesta di versare i 300mila euro in bitcoin, la minaccia di danneggiare i prodotti in vendita e la sostanza in polvere. A quanto pare, tutte le aziende colpite sono “di famiglia”, gestite cioè da una famiglia di imprenditori come nel caso della Balocco di Fossano.

Ad accorgersi che la busta giunta all’azienda dolciaria di Fossano - e spedita dal Belgio - presentava qualcosa di strano è stato lo stesso Aldo Balocco, papà dell’amministratore delegato Alberto. Racconta quest’ultimo: “Mio papà, che si tiene informato, ha subito capito, prima di aprire la busta, che ci trovavamo in una situazione analoga a quanto successo in altre aziende, come abbiamo appreso dai giornali”. È così stato dato l’allarme.

Del caso accaduto alla Balocco si occupa la Procura della Repubblica di Cuneo. Le indagini sono state affidate al Nucleo investigativo del Reparto radiomobile di Cuneo.

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