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Permessi di costruire: salta l’obbligo di passaggio in Commissione edilizia

Modificato il regolamento edilizio per esigenze di semplificazione. Il suo parere verrà richiesto a discrezione della parte politica o del dirigente

La Commissione edilizia non dovrà più esaminare tutte le domande di permesso di costruire, ma   soltanto quelle per le quali verrà richiesto il suo parere, consultivo e non vincolante, a discrezione della parte politica (il sindaco, l’assessore delegato, la Giunta o il Consiglio comunale) o di quella tecnica (il dirigente del Dipartimento urbanistica). Lo ha deciso martedì 9 aprile il Consiglio comunale con il solo voto contrario di Ilaria Riccardi (Movimento 5 stelle).

La modifica del regolamento è stata motivata con la volontà di ridurre i tempi di istruttoria delle pratiche urbanistiche. La tesi - illustrata dal sindaco - è che limitarne l’impiego soltanto per “interventi significativi
dal punto di vista dell’impatto estetico ambientale” non soltanto favorirebbe lo snellimento delle procedure, ma qualificherebbe anche il ruolo dell’organo consultivo. Oggi, invece, il passaggio automatico di ogni pratica in Commissione, “anche quelle con nullo o modesto impatto estetico” - come riporta il dispositivo della delibera -, “comporta tempi di attesa (mediamente 15-20 giorni) che vanno a gravare sulla tempistica complessiva del rilascio del titolo abilitativo, con notevole impegno anche da parte degli uffici”. 

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