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Colussi, c’è l’ok per la Cassa integrazione

Richiesta per 81 dipendenti; sarà attivata prima che si concludano i Contratti di solidarietà

Lo stabilimento Colussi di Fossano

Ci sono i presupposti perché allo stabilimento fossanese di Colussi si possa usufruire della Cassa integrazione straordinaria. Lo ha fatto sapere il ministero del Lavoro e delle politiche sociali, come riferiscono in una nota le sigle sindacali Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil che, lo scorso 15 maggio, erano a Roma negli uffici del dicastero, insieme con i vertici del gruppo industriale.

L’ammortizzatore sociale dovrebbe scattare nei prossimi mesi, prima che si concludano i contratti di solidarietà a cui si sta facendo ricorso e che prevedono una riduzione delle ore lavorative. La Cassa integrazione straordinaria è stata richiesta per 81 dipendenti, mentre gli “esuberi” attualmente risultano 74: si potranno così fronteggiare meglio i tagli al personale che, oltre a riguardare il reparto delle fette biscottate, potrebbero toccare servizi dell’azienda che a questo reparto sono in qualche modo collegati.

Proprio le fette biscottate sono la causa della crisi. I vertici di Colussi hanno deciso di spostarne la produzione, che non avverrà più a Fossano, il cui stabilimento è invece destinato a specializzarsi nella pasta: questa svolta è stata una pessima notizia per i lavoratori, dal momento che la pasta richiede molti addetti in meno delle fette biscottate. Inizialmente è stato dichiarato un numero molto elevato di esuberi, che nei mesi si è ridotto, complice il ricorso di alcuni dipendenti alla “mobilità volontaria”, e che, però, continua a rappresentare una percentuale significativa dell’organico nel suo complesso.

I sindacati riferiscono inoltre di lavorare a “un Piano sociale che verrà discusso nelle prossime assemblee di fabbrica”. Si tenterà così, lungo i 12 mesi durante i quali si applica la Cassa integrazione straordinaria, di ricollocare i lavoratori in esubero. “Vogliamo far sì che tutti gli strumenti disponibili siano impiegati”, dice Giuseppe Meineri di Uila Uil, che annuncia il coinvolgimento della Regione: a livello locale opera già il “Network Fossano”, una rete in cui sono coinvolti vari enti che si occupano di ricerca e offerta di lavoro, e la stessa Colussi ha avviato, per quelli saranno i suoi ex dipendenti, percorsi di ricollocazione.

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