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Giulia ed Alessio al Winners cup

Il torneo di calcio che vuole dimostrare che dal tumore si può guarire; i due studenti fossanesi fanno parte della squadra del Regina Margherita.

Giulia Costanzi Porrini e Alessio Costamagna al Winners cup

Alessio e Giulia, entrambi studenti all’Istituto Vallauri (Giulia Costanzi Porrini, di Fossano, al 3° anno di Scienze applicate; Alessio Costamagna, di Grinzano, 3° anno di Informatica, portiere del Fossano calcio - tornato al suo posto così come nel gruppo musicale, altra sua grande passione) nel week end scorso hanno partecipato alla seconda edizione della Winners Cup, un torneo che si è svolto a Milano, a cui hanno preso parte 250 ragazzi, dai 14 ai 25 anni, provenienti da diversi reparti di Oncoematologia pediatrica di diverse città diverse città italiane e di Parigi.
La squadra del Regina Margherita (di cui fanno parte i due studenti fossanesi) è il frutto di un progetto nato lo scorso anno (“Prendiamo a calci la malattia e vinciamo la Coppa”) grazie alla collaborazione tra Torino FC, Oncoematologia pediatrica dell’ospedale Infantile Regina Margherita e Casa Ugi (Unione genitori italiani), che parte dal presupposto che dal tumore si può guarire, soprattutto quando si è giovani. E il calcio può essere uno strumento che aiuta non solo nella fase delle cure, ma anche dopo per un reinserimento nella vita attiva.
Formata la squadra, i ragazzi hanno iniziato a partecipare agli allenamenti e sabato si è disputato l’atteso campionato.
“Sono stati tre giorni di emozioni continue - racconta Sergio, il papà di Alessio, che nei giorni difficili della scoperta della malattia e del ricovero del figlio adolescente ci aveva raccontato con grande capacità comunicativa l’esperienza vissuta -; è stato molto commovente vedere quelle centinaia di ragazzi correre in campo, sapendo che tutti quanti avevano vissuto quello che aveva passato nostro figlio. Alcuni di questi ragazzi sono segnati nel corpo dalla malattia: giocano senza una gamba, senza un braccio; li vedi impegnarsi come e più degli gli altri, con l’arto artificiale... Tutto questo non può non commuovere, come la complicità che si crea fra questi ragazzi, provenienti da tutta Italia e dalla Francia… Giunti a Torino, la squadra del Regina Margherita ha scattato una foto ricordo davanti all’ospedale; alle finestre i ragazzi del reparto di oncologia pediatrica: per loro si tratta di un messaggio di speranza: un giorno saranno anch’essi fuori dal reparto, riprenderanno anche loro a correre e giocare, scenderanno anche loro in campo a tirare calci al pallone...
È proprio questo il senso dell’iniziativa: dare fiducia, speranza.

L'articolo completo su La Fedeltà di mercoledì 15 maggio.

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