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Il ramadan dei musulmani fossanesi

Per la preghiera serale il ritrovo è il centro diurno “S. Chiara”

musulmani in preghiera a Fossano per il ramadan

I musulmani che vivono in Italia da domenica 5 maggio sono entrati nel mese sacro del Ramadan, un periodo di preghiera e digiuno che terminerà il 4 giugno con la “festa della Rottura” (Aid Al Fitr).
Anche i musulmani che vivono a Fossano stanno vivendo con grande intensità e partecipazione questo periodo centrale nella fede islamica (non a caso uno dei “cinque pilastri” dell’Islam, insieme alla professione di fede, la preghiera, l’elemosina e il pellegrinaggio). La comunità fossanese conta due associazioni: durante l’anno la prima si riunisce per pregare in via don Minzoni, la seconda (chiamata Asselam, cioè pace) si ritrova in un locale adibito a luogo di culto ubicato in via Rio San Giacomo (una traversa di viale Regina Elena prima della discesa verso Bra).
Durante il ramadan entrambe le comunità si riuniscono insieme per la preghiera e i pasti in comune nei locali del Centro diurno “S. Chiara” di via Villafalletto a Fossano, concesso dalla associazione Papa Giovanni XXIII. La conclusione del Ramadan (Aid Al Fitr) verrà festeggiata il 4 giugno nel Palazzetto dello sport.  “Ogni giorno - spiega Moujeahid Abdelhadi, “animatore” del luogo di culto in via Rio San Giacomo - si ritrovano dalle 100 alle 150 persone per pregare e stare insieme; nel fine settimana, quando molti sono a casa dal lavoro, si arriva anche a 250-300 persone, donne e bambini compresi. Del resto, questo tempo forte offre la possibilità di conoscersi e di stare insieme a tutte quelle persone che di solito si incontrano solo per la preghiera del venerdì”.
Lo schema della giornata nei giorni di Ramadan è abbastanza semplice e ripetitivo, come avviene del resto per tutti i riti (religiosi e non). I due elementi fondamentali, come già accennato, sono il digiuno rigido (anche dalle bevande) dall’alba al tramonto e la preghiera (per 5 volte nelle 24 ore). Naturalmente la durata del digiuno varia in base al periodo dell’anno: è di circa 8 ore (quando il Ramadan cade nei mesi invernali) ma arriva fino alle 16 ore (quando il Ramadan si svolge durante i mesi estivi, come quest’anno). Sono esentati dal digiuno i bambini (fino alla pubertà), gli anziani, gli ammalati, le donne in gravidanza o in allattamento…
Al mattino, verso le 4-4,30 si fa colazione, prima della preghiera che dà inizio al digiuno giornaliero. Dopo il tramonto (verso le 20,45) ci si incontra nel luogo di culto o nella moschea, al momento della chiamata alla preghiera (adan), che nei paesi a maggioranza musulmana è segnalato dalla voce del muezzin. “A quel punto si può interrompere il digiuno - dice Abdelhadi -, consumando un po’ di latte e datteri. Poi si fa l’ultima delle cinque preghiere giornaliere, guidata dall’imam. Al termine si mangia un pasto tutti insieme (detto iftar). Prepariamo cibo per chi è nel bisogno, perché magari non ha un lavoro o è in difficoltà economiche… Di solito si fermano a mangiare dalle 20 alle 30 persone”. Ovviamente molti prendono il pasto in famiglia o con gli amici.