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Daniele Dutto quando tradizione e innovazione si incontrano

Testimone della quarta generazione di artigiani fossanesi

Dutto Daniele di Fossano

Fin da piccolo ha respirato l'odore del legno e quello pungente delle vernici, unito ai profumi asprigni e dolciastri del laboratorio artigiano, e oggi continua a nutrire la propria anima con questa sana dipendenza.
La vocazione ce l'ha nel Dna. La propensione al lavoro manuale e l'ammirazione verso il nonno e il padre non poteva fargli intraprendere un percorso di studi, superiori e universitari, che non fosse affine e legato alla professione di famiglia: quella del restauratore e dell'artigiano.
Stiamo parlando di Daniele Dutto, venticinquenne fossanese, figlio di Giorgio e nipote di Nini che con Piero, Renato e Dario fonda la dinastia Dutto fratelli, competenti e qualificati artigiani del legno fin dai primi decenni del secolo scorso quando Giuseppe, loro padre, in corso Trento fece costruire casa e bottega. Daniele oggi rappresenta la quarta generazione.
Dopo il diploma in “Restauro degli Arredi”, conseguito con il massimo dei voti all'istituto d'arte Amleto Bertoni di Saluzzo, Daniele decide di proseguire nel solco tracciato iscrivendosi al prestigioso corso di laurea del Centro Conservazione e Restauro di Venaria Reale dell'università di Torino che, con l'Opificio delle Pietre Dure di Firenze e l’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro di Roma, rappresenta l'eccellenza italiana nella formazione di settore. Con tre test d'ingresso e una soglia di sbarramento elevata, Venaria è un ateneo oltre modo selettivo che sforna meno di venticinque laureati all'anno. Un cammino impegnativo che conta oltre trentotto esami che vertono su materie specifiche e innumerevoli ore di laboratorio, con una preparazione che va dalla chimica alla storia dell'arte. E così nell'aprile scorso Daniele conclude brillantemente gli studi con il conseguimento della laurea magistrale a ciclo unico in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali e la votazione di 110 su 110.
Lo incontriamo in laboratorio a Fossano in una pausa dallo stage di sei mesi che segue a Venaria, dove sta ultimando il restauro dell’opera oggetto della tesi.

Intervista completa su La Fedeltà del 26 giugno.