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Un fossanese “ambasciatore” della Colombaia di Trapani

Risiede a Fossano uno degli ultimi testimoni dell'epoca in cui l'antico castello di mare ospitava il carcere; in questi giorni la struttura, che nel 2020 festeggia 2.500 anni, è stata data in concessione ai privati

La colombaia di Trapani negli Anni 60, quando ospitava il carcere

L’antica Colombaia di Trapani, l’opera monumentale che il prossimo anno festeggerà i 2.500 anni di fondazione e che in questi giorni è al centro delle cronache perché data in concessione ai privati che ne gestiranno il restauro, ha un profondo legame con la nostra città. Un legame dovuto alla presenza della famiglia Trapani, trasferitasi a Fossano nel 1968. Carmelo Trapani fu uno degli ultimi agenti di Polizia penitenziaria che operò nella struttura quando essa era ancora destinata a carcere e per questa ragione alcuni anni fa l'associazione "Salviamo la Colombaia" lo insignì del titolo di “ambasciatore della Colombaia in Italia e nel mondo”.

Carmelo ora non c’è più; il suo ruolo di “ambasciatore della Colombaia” passa al figlio Santo (Remigio), anche lui molto legato a questo antico castello avendovi trascorso le estati, nell'adolescenza. "Accompagnavo papà al lavoro e trascorrevo la giornata sul molo a pescare. Credo di essere uno dei pochi ad aver visto la Colombaia all'epoca in cui ospitava i detenuti. I guardia carcere, purtroppo se ne sono andati tutti...".

Il servizio su La Fedeltà di mercoledì 3 luglio 2019