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Ue, due donne ai vertici delle istituzioni europee

Von Der Leyen e Lagarde, rispettivamente alla Commissione e alla Bce

Ursula Von Der Leyen e Christine Lagarde
Ursula Von Der Leyen e Christine Lagarde

Saranno due donne a guidare le istituzioni europee, una tedesca e l’altra francese. Ursula Von Der Leyen, ministro della difesa tedesco, con un lungo bagaglio di esperienza ministeriale in Germania, della famiglia politica dei popolari, andrebbe – dal 1° novembre – alla presidenza della Commissione. Lei stessa ha indicato come futuri primi vicepresidenti vicari Frans Timmermans, olandese, e Margrethe Vestager, danese. Altro nome di primo piano, un’altra donna per la Bce, al posto di Mario Draghi, dal 1° novembre: la francese Christine Lagarde, attualmente alla guida del Fondo monetario internazionale.
Charles Michel, premier belga di area liberale, potrebbe diventare il prossimo presidente del Consiglio europeo, dal 1° dicembre, al posto del polacco Donald Tusk. Come Alto rappresentante per la politica estera arriva invece il nome di Josep Borrell, ministro degli esteri spagnolo, già presidente del Parlamento europeo.
L’accordo sui top job Ue è stato raggiunto il 2 luglio dai capi di Stato e di governo dell’Unione europea, riuniti a Bruxelles. Ovviamente dovranno superare, con il futuro collegio dei commissari, le forche caudine del voto di fiducia del Parlamento europeo. Il cui Presidente è l’italiano David Sassoli, eletto mercoledì 3 luglio.
Donald Tusk (Presidente uscente del Consiglio europeo) ha parlato di un accordo sottoscritto da tutti i leader presenti a Bruxelles; si è detto “soddisfatto” per il rispetto della parità di genere: due donne e due uomini. “Valeva la pena aspettare per questo risultato”, ha commentato. “Ora è il Parlamento europeo che deve votare” sulle figure del presidente della Commissione e dell’Alto rappresentante (che è anche vicepresidente della Commissione)”.
Non sfugge il fatto che per queste cariche sono identificate tutte figure di Paesi dell’Europa occidentale e che ora, dice Tusk, occorrerà recuperare un equilibrio geografico ad esempio per i vicepresidenti della Commissione e nell’assegnazione dei dicasteri di maggior peso.