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Anastatus bifasciatus: scende in campo l’antagonista della cimice asiatica

È una vespa locale, individuata con una ricerca dell’Università finanziata dalla Fondazione Crc. Obiettivo: ridurre la proliferazione dell’insetto diffuso in provincia dal 2013

Cimice asiatica conferenza stampa cherasco

C’è una nuova soluzione per contrastare la proliferazione della cimice asiatica, flagello delle coltivazioni ortofrutticole e presenza fastidiosa delle nostre estati. È il rilascio in campo aperto dell’Anastatus bifasciatus, una vespa indigena, già presente sul territorio italiano, che in base ai risultati di una ricerca scientifica condotta su oltre 44.800 uova di cimice asiatica, dovrebbe agire come parassita limitatore. I primi 500 esemplari di Anastatus sono stati rilasciati giovedì mattina in un noccioleto di Cherasco (la Tenuta di Torre Rossano dei Marchesi Frasassi). Seguiranno altri 500 nell’arco delle prossime settimane. A fine 2019 si valuteranno i risultati della sperimentazione: se saranno positivi - come si crede e si spera - si procederà a una sua diffusione su larga scala.
La ricerca è stata condotta negli ultimi tre anni dall’Università di Torino (Dipartimento di Scienze agrarie, forestali e alimentari) ed è stata finanziata dalla Fondazione Crc, che ha messo sul piatto 300 mila euro attingendoli a un più vasto piano di spesa (di 3 milioni di euro) destinato al comparto agroalimentare. Nel progetto è coinvolta anche Coldiretti, che dal 2013 è in prima fila nell’azione di contrasto della cimice asiatica e che, attraverso operazioni di censimento e monitoraggio, ne ha studiato abitudini e comportamenti rilevando la sostanziale inefficacia degli antiparassitari di origine chimica, dannosi per l’ambiente.

Articolo completo su "la Fedeltà" di mercoledì 24 luglio

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