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Padre Bruno: il Brasile brucia, ma le radici resistono

Accorata lettera del sacerdote fossanese “fidei donum” nella periferia di Rio de Janeiro

padre Luigi Bruno missionario in Brasile

Il Brasile brucia! Carissimi amici, questo potrebbe essere un titolo interessante per un articolo di giornale, ma questa “novità” già la sapete. Il mondo si è preoccupato perché con la foresta amazzonica brucia il futuro anche dei ricchi e dei potenti, ma la verità è che non è solo la foresta a bruciare. Bruciano sull’altare al dio denaro i diritti dei lavoratori e l’educazione dei giovani, bruciano la pace e la sicurezza, brucia il diritto all’informazione, brucia il rispetto della dignità umana. È tornata la fame, ma il Presidente dice che queste sono accuse dell’opposizione. Sabato scorso, mentre facevo visita ai gruppi di catechismo nelle comunità, sono passato in una zona molto popolosa e abbandonata dalle autorità. Nell’immondizia gettata lungo la strada ho visto tre persone cercare di recuperare qualsiasi cosa che potesse garantirgli un po’ di cibo nel piatto. Mi ha impressionato che insieme a loro e con lo stesso intento c’erano maiali, cavalli e topi. Mi sono fermato a parlare con queste persone. Una era una nonna che lavorava come cuoca, ma aveva perso il lavoro, l’altro era pittore, ma anche lui senza lavoro, il terzo è rimasto in silenzio. Questo è il paese dove, secondo chi comanda, la fame è fantasia dell’opposizione!
Sono rimasto in silenzio tutto questo tempo perché non volevo solo condividere con voi notizie tristi per piangere con voi o farvi piangere con me, annunciare il Vangelo di Gesù vuol dire annunciare la Buona Notizia della salvezza. Ma una notizia vera, non un’illusione per far dimenticare o sopportare con pazienza il peso dell’ingiustizia. In questo tempo di silenzio ho cercato di pregare, di riflettere e di scoprire qual è il mio aiuto e la mia testimonianza in questo tempo di tante contraddizioni.
La foresta che brucia mi ha fatto pensare al valore delle radici. Il fuoco distrugge i fiori, le foglie, i tronchi, ma non le radici. Queste resistono e conservano la forza della vita. Con acqua e sole faranno nascere nuovi germogli e nuovi alberi.
Quando sono arrivato in Brasile era il periodo peggiore della dittatura militare. La Chiesa nella conferenza latino-americana di Medellin (1968) per rinnovarsi alla luce de Vaticano II si era impegnata a essere presente nella vita soprattutto dei poveri. Il primo impegno concreto fu illuminare la vita dei poveri con la parola di Dio. Nacquero e si moltiplicarono piccoli gruppi con il nome di “Circoli biblici”. Da questi raggi di sole che si moltiplicarono in mezzo alla gente nacquero le “Comunità di Base” che seminarono nuove "strategie" per vivere l’amore al prossimo. Sorse la necessità di creare pastorali sociali e organizzazioni popolari perché le persone di buona volontà potessero contribuire a costruire una società più giusta e fraterna. Cosa sono queste radici che illuminate dalla Parola di Dio e bagnate dal suo amore misericordioso, hanno resistito e hanno fatto nascere nuova vita? Sono l’onestà e la tenacia dei poveri, è l’amore generoso che unisce i poveri per resistere al peso delle ingiustizie, è la speranza degli anziani che hanno vinto la fame e superato tutti i tipi di tempeste, è la capacità dei giovani di continuare a sognare con generosità, è la forza creativa delle donne... Queste radici hanno resistito.
In Amazzonia, in Brasile, il fuoco sta divorando tutto... Soffro, come soffrono tutte le vittime, ma non sono pessimista. Credo nelle radici, scopro tra i giovani, tra gli anziani, nei movimenti popolari calunniati e perseguitati, tra le donne, tante radici, dentro e fuori la Chiesa. In questa realtà dura scopro la mia vocazione di prete anziano: la vocazione di far arrivare la luce della Parola di Dio e l’acqua che è la certezza del suo amore a queste radici affinché possano germogliare nuove piante che possano dar nuovi frutti.
Affido a voi questa mia riflessione di domenica notte. Aiutiamoci a vicenda ad essere sempre luci di speranza. Quanto più è scura la notte, tanto più è importante una piccola candela accesa.

padre Luigi Bruno

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