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Monastero Pra d’ Mill, giornata d’incontro per tutti gli amici

In una lettera i monaci raccontano un anno di attività e incontri

La comunità dei monaci cistercensi di Ora d Mill nel 2015
La comunità nel 2015

È uno scritto che abbonda di meraviglia e gratitudine, la lettera annuale inviata dal Monastero “Dominus Tecum” di Pra d’Mill, sopra Bagnolo Piemonte, ai tanti “amici e amiche, fratelli e sorelle nella fede, con i quali”, scrivono i monaci “abbiamo condiviso tempo e parole”. Così tanti che è “difficile poterli ricordare tutti” nello spazio di quei fogli di cui è lunga la missiva. Un testo in cui i monaci ribadiscono ai destinatari, sia all’inizio che alla fine, la presenza “nelle nostre preghiere” e “nel cuore della liturgia, nello stare davanti al Signore, per lodarlo, per gioire, per cantarlo, per intercedere, per trovare riposo, e anche per piangere ed affidare al Dio che tutto può, dolori e preoccupazioni, tristezze e affanni”.
Parole con cui rendono parte i vari amici del Monastero (come un’unica grande famiglia) nelle attività di questi ultimi dodici mesi; a riprova di quei molteplici legami che la comunità monastica ha saputo costruire lungo gli anni. Per esempio, con la Piccola Casa della Divina Provvidenza, che i monaci hanno visitato a novembre, per vedere la mostra allestita “in occasione del 190° anno della sua fondazione; una quarantina di opere attraverso le quali gli ospiti delle case del Cottolengo hanno raccontato il loro sguardo sulla vita”, di cui “hanno comunicato la bellezza, che in ogni caso è diversamente benedetta!”.

I fratelli di Pra d’Mill hanno poi accolto le tante persone passate al monastero. “A fine settembre René e Marie Claire della comunità cristiana che anima la vita spirituale presso l’abbazia di Valdieu in Belgio”, un luogo, per molti secoli, di presenza monastica cistercense. E poi “fr. Frédéric della fraternità di Tiberiade, una nuova comunità presente in Belgio e Lituania. Semplicità di vita, sobrietà, abbandono alla Provvidenza in una vita fraterna”.
Tutte queste sono state, per loro, occasioni di crescita spirituale ed amicizia internazionale, fino a portarli in Terra Santa a svolgere i loro esercizi spirituali, guidati da don Michelangelo Priotto. “Scelta insolita” scrivono ancora, “quella di abbandonare la valle per un tempo prolungato e in luoghi così distanti, ma è stata una grazia poter ritornare alle sorgenti della nostra fede.  Per noi, in quei giorni, la Parola veramente si è fatta carne ed ora l’approccio alla Scrittura è certamente arricchito da quanto i nostri occhi hanno visto e le nostre mani hanno toccato!”. Di ritorno al monastero, aiutati da fr. Sabino Chialà della fraternità di Bose ad Ostuni e da don Antonio Montanari, sono stati poi accompagnati nella lettura di documenti monastici del VII secolo e di quelli primitivi dell’Ordine di Citeaux.

Ed infine hanno incontrato gli “amici migranti accolti al Sermig. Quest’anno è stato particolarmente interessante ascoltare i loro racconti ed essere da loro condotti, attraverso la proiezione di foto, nelle loro terre di origine”, passando dall’Afganistan all’Armenia, dal Mali al Senegal. “Una pluralità di sguardi ma che dicono la stessa appartenenza ad una fraternità, quella umana”. E che, come continua la lettera, “provoca, stimola ed incoraggia ad andare avanti”; un tema su cui la comunità di Pra d’Mill si sta al momento interrogando.
“Alcuni amici ci stanno aiutando, come il passaggio di Leonardo Angius, gesuita in formazione, che ha condiviso con noi l’esperienza di discernimento dei primi padri della Compagnia di Gesù”. O ancora le “pratiche di fraternità vissute sul campo”, oppure l’accoglienza e lo scambio di notizie tra i “superiori delle comunità cistercensi italiane venuti da noi per condividere qualche giorno assieme a p. Mauro Giuseppe Lepori, Abate Generale del nostro Ordine”.  Che ha parlato loro dei “lavori del Sinodo dei Giovani al quale egli aveva partecipato”.

Ancora una volta gli scambi al Monastero hanno permesso di assumere una dimensione internazionale facendo “il giro del mondo con gli occhi degli altri”; ospitando alcuni monaci vietnamiti, che quest’estate si trovavano a Roma per studi, quelli provenienti da altre comunità italiane, una suora dall’Eritrea, don Damiano Raspo che li ha “resi partecipi della situazione dell’Amazzonia e dei ferventi preparativi per il Sinodo Panamazzonico che si svolgerà in ottobre prossimo”. E poi la gradita visita di padre Giorgio Marengo di Torino, missionario della Consolata in Mongolia, e di monsignor Gabriele Caccia che, dopo esser stato a lungo in Libano, è adesso Nunzio nelle Filippine.

Ed è proprio per l’ospitalità, molto praticata dalla comunità “Dominus tecum”, che i padri hanno ritenuto necessario ristrutturare l’edificio Palazzotto, per offrire una adeguata ospitalità - insieme alle camere della Foresteria - ai tanti che giungono a Pra d’ Mill. I primi ospiti hanno già potuto essere accolti, negli ambienti rinnovati, ove si sono sposate funzionalità e semplicità. La ristrutturazione è in dirittura d’arrivo e restano da completare gli ultimi dettagli. I lavori sono accompagnati da spese ingenti, per le quali, comunque, i monaci confidano nella Provvidenza che, affermano, non li ha mai abbandonati.

Una lettera ricca, dicevamo all’inizio, che a fatica contiene tutte le notizie e l’entusiasmo che pur trapela tra le righe. Per questo motivo, volendo continuare il racconto, i fratelli di Pra d’ Mill invitano al monastero domenica 22 settembre, alle 10,30, con la partecipazione all’eucaristia presieduta da Cristiano Bodo, vescovo della diocesi di Saluzzo, e con un concerto alle 16 del coro VocinCanto diretto dal maestro Pietro Mussino.

La comunità monastica cistercense “Dominus tecum” di Pra d’ Mill è attualmente composta da 14 monaci, di cui 13 professi solenni e 1 professo semplice.
Informazioni ulteriori al tel. 0175.392813; e-mail info.dominustecum@gmail.com; sito web www.dominustecum.it