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Manutenzione di strade e scuole: Granda terz’ultima in Italia per risorse dallo Stato

I criteri adottati per la ripartizione dei contributi da destinare alla manutenzione di strade e scuole danneggiano gli enti virtuosi. Il presidente della Provincia chiede ai parlamentari di intervenire

Provincia, l'incontro con i parlamentari

La Granda riceve dallo Stato meno risorse delle altre 76 Province delle Regioni a statuto ordinario per la manutenzione di strade e scuole. La ripartizione dei contributi - che fa data allo scorso mese di marzo e che dovrebbe valere per i prossimi 15 anni - è stata discussa lunedì 23 settembre ad un tavolo convocato a Cuneo dal presidente della Provincia Federico Borgna, a cui hanno risposto i parlamentari Mino Taricco, Monica Ciaburro ed Enrico Costa. Quella di Cuneo, infatti, risulta terz’ultima in Italia (dopo Biella e Vibo Valentia), con un finanziamento di 1.156.581 euro su un totale di 250 milioni. Questo perché, per un complesso meccanismo, il criterio adottato dal decreto del ministero degli Interni del marzo scorso assegna maggiori risorse agli enti che hanno ridotto maggiormente le spese per strade e scuole. Quindi chi, come Cuneo, è riuscito ugualmente a far fronte alla situazione, con avanzi di gestione e contributi della Regione, è fortemente penalizzato.

I dati della Provincia di Cuneo parlano chiaro: è la quarta in Italia per estensione territoriale, la seconda per numero di Comuni e la ventinovesima come numero di abitanti. Il suo territorio è all’80% è montano con 3.227 km di strade provinciali. Così per le scuole: la Granda conta 25.643 studenti, più di 80 edifici scolastici ed è di gran lunga la prima di tutte le province piemontesi, esclusa Torino. Di conseguenza, le spese per sgombero neve sulle strade e di riscaldamento per le scuole sono ampiamente superiori rispetto ad altre provincie. Eppure essere virtuosi non paga.

"Serve un’azione politica forte che modifichi i parametri di riferimento soprattutto per le prossime annualità" - ha affermato Borgna. Taricco, Ciaburro e Costa si sono dati disponibili a portare avanti insieme una battaglia urgente e motivata per rimettere mano al decreto del 4 marzo. L’impegno è quello di ritrovarsi a Roma per lavorare insieme su questi temi; la speranza della Granda è che abbia maggior fortuna dell’emenedamento Borgna presentato nel dicembre scorso, sempre allo scopo di rivedere i parametri, ma che non è mai stato discusso.

Su "la Fedeltà" di mercoledì 25 settembre