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C’era una volta… a Hollywood

C'era una volta a... Hollywood

Di Quentin Tarantino; con Leonardo DiCaprio, Brad Pitt, Margot Robbie, Emile Hirsch, Margaret Qualley, Al Pacino, Kurt Russel, Emile Hirsh, Bruce Dern.

Venticinque anni dopo “Pulp finction” (che fu poi Palma d’oro 1994) Tarantino è approdato per la seconda volta al Festival di Cannes con uno dei film più attesi della stagione e con una storia ambientata esattamente cinquant’anni fa (agosto 1969) ma, pur salutato con un tifo da stadio alla proiezione del pubblico, il giudizio della critica è stato assai meno univoco ed entusiasta e “C’era una volta …a Hollywood” a maggio 2019 ha lasciato la Croisette senza premi. Rubato, almeno in parte, il titolo all’amato Sergio Leone, il nono film di Tarantino è un lungo (un po’ troppo lungo! Due ore e quarantacinque minuti…) canto d’amore del regista di Knoxville al cinema e alla Hollywood degli Anni ‘60, agli amati B-movies, agli spaghetti western di Corbucci e Margheriti, ma è anche un’operazione nella quale per la terza volta dopo “Bastardi senza gloria” e “Django Unchained” Tarantino ci propone una sua personale riscrittura della storia in grado di offrire ai propri personaggi la possibilità di cambiare il passato e fare i conti con i propri carnefici. Protagonisti di questo percorso ucronico sono Rick Dalton e Cliff Booth, (magnificamente interpretati da Leonardo DiCaprio e Brad Pitt che regalano agli spettatori due interpretazioni da cineteca) una stella della tv e del cinema in lento declino - Rick - e la sua controfigura - Cliff - che del primo è un po’ alter ego e un po’ scudiero.
Rick abita a Cielo Drive/ Hollywood dove da qualche giorno uno dei registi più in voga del momento, Roman Polanski, e la sua nuova compagna Sharon Tate (una solare Margot Robbie) hanno preso in affitto una villa accanto alla sua e dove si consumerà una delle più drammatiche vicende di quell’estate 1969. In mezzo a questa storia ci sono Rick e Cliff alla ricerca di un ruolo che non hanno più e di un mondo che sta svanendo sotto i loro occhi, c’è la loro amicizia virile e tanto, tanto cinema fatto, rifatto e citato da un Tarantino più bulimico che mai, in un dietro (e dentro) le quinte degli studios che sembra un dietro le quinte della vita, come se capire le ragioni per quali e attraverso le quali si realizza un film ci potesse aiutare a svelare i misteri e i segreti della nostra esistenza. Da vedere.