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Appena un minuto

Appena un minuto

di Francesco Mandelli; con Max Giusti, Paolo Calabresi, Dino Abbrescia, Susy Laude, Luigi Luciano, Herbert Ballerina, Loretta Goggi, Massimo Wertmuller, Marco Tardelli, J-Ax.

Nella storia del cinema sono piuttosto numerose le pellicole nelle quali si racconta in modi più o meno diversi il desiderio di cambiare il corso delle cose attraverso una riscrittura del passato, da capolavori assoluti come “La vita è meravigliosa” di Frank Capra a “Il cielo può attendere”di Ernst Lubiscth , a blockbuster Anni ’80 come “Ritorno al futuro” di Robert Zemeckis sino ad un paio di discrete commedie della passata stagione come “Momenti di trascurabile felicità” di Daniele Luchetti e “Non ci resta che il crimine” di Massimiliano Bruno. Scritto, con la collaborazione di Igor Artibani e Giuliano Rinaldi, e interpretato da Max Giusti e diretto da Francesco Mandelli (alla sua seconda regia dopo “Bene, ma non benissimo”), anche “Appena un minuto” sfrutta lo stesso espediente del passato da riscrivere, che in questa occasione però è ridotto ad un minuto soltanto, come didascalicamente recita il titolo. Poco originale nel suo assunto di partenza, la commedia gioca tutte le sue (pochissime) carte sulla caratterizzazione dei personaggi volutamente stereotipati nel tentativo, attraverso l’eccesso dei tratti caratteriali, di strappare qualche risata.
Agente immobiliare incapace di vendere qualcosa a chicchessia, Claudio (Max Giusti) dopo essere stato lasciato dalla moglie per Manfredi (Dino Abbrescia, un improbabile gestore di palestra), è tornato a vivere dalla madre e sbarca con fatica il lunario, accompagnandosi con due amici - Ascanio e Simone - più inetti di lui. Sarà proprio Ascanio (un simpaticissimo Paolo Calabresi, insieme a Massimo Wertmuller l’unico tra gli interpreti a salvarsi) a consigliare a Claudio l’acquisto di un nuovo cellulare in un negozio di cinesi. Lo smartphone acquistato per una manciata di euro ha però lo straordinario potere di far tornare indietro il suo proprietario nel tempo per un minuto esatto, un lasso di tempo brevissimo ma in qualche modo sufficiente a modificare il corso degli avvenimenti appena accaduti. Va da sé che attraverso la magia del telefono Claudio tenterà di correggere la sua malandata esistenza di padre, di marito e figlio, ma gli esiti, talvolta comici, talvolta grotteschi, quasi sempre imbarazzanti, saranno più che modesti come del resto questa commedia insapore che nei fatti risulta più una collezione di sketch che un film vero e proprio.